Abitare la campagna. Cenni cronologici


La centuriazione di Carreum Potentia. Segni sulle attuali campagne chieresi

 

Nonostante i pochi dati cronologici a nostra disposizione, si può ipotizzare che il popolamento delle campagne di Carreum Potentia sia iniziato nel tardo I secolo a.C.1. Gli elementi più antichi attestanti tale cronologia sono il segnacolo di una sepoltura con elementi onomastici ancora preromani della tarda età repubblicana venuto alla luce nel 1825 vicino a Pino Torinese in cui viene fatta menzione di una Volta Tatia2 e poche monete, anch’esse rinvenute nella medesima località e collocabili tra la fine della repubblica e l’età augustea.

Nessuno di tali elementi è utile a stabilire le modalità di occupazione delle campagne; si può ipotizzare la presenza di insediamenti di dimensioni ridotte, probabilmente fattorie e impianti produttivi con annesse aree funerarie. Il quadro che si delinea è caratterizzato da una parcellizzazione delle proprietà nelle mani di piccoli proprietari, che in parte potevano essere gli eredi delle antiche famiglie indigene3.

Mancano fino ad oggi del tutto le tracce di ville o di grandi strutture agricole, per lo meno per la prima età imperiale4.

Tuttavia non dobbiamo dimenticare il nucleo di materiali conservati a Pino Torinese nella villa La Commenda: qui sono custoditi un frammento di grande capitello in marmo bianco e un colossale dolio in terracotta; presso la villa La Commenda si trova inoltre un’iscrizione, murata a filo di parete nella cinta del giardino, in cui viene fatta menzione di un cursus senatoriale relativo a un personaggio di ignota identità. Tale iscrizione sembrerebbe contemporanea al capitello di marmo bianco situato anch’esso nella villa.

Stando alle informazioni in nostro possesso, è probabile che tali reperti siano stati effettivamente rinvenuti nelle vicinanze; risulta impossibile invece, in mancanza di qualsiasi presenza di strutture, ipotizzare a quale edificio o complesso di edifici i diversi oggetti si riferiscano. Ciononostante, il capitello, molto diverso dagli affioramenti di laterizi o di sepolture tipici di queste zone, potrebbe testimoniare la presenza, nell’agro chierese, di edifici complessi.

BIBLIOGRAFIA

Gramaglia 1987

B.E. Gramaglia, Note di toponomastica, in AA. VV., Museo archeologico di Chieri. Contributo alla conoscenza del territorio in età romana, Regione Piemonte, Torino, 1987

Spagnolo Garzoli 1998

G. Spagnolo Garzoli, Il popolamento rurale in età romana, in Archeologia in Piemonte, 1998, pp. 68, 70-71, 82-83

Vanetti 1985

G. Vanetti, Dalla A21 alla via Fulvia. Ipotesi di recupero storico della centuriatio di Carreum Potentia, Chieri, 1985, pp. 108-110

Vanetti 1987

G. Vanetti, Studi e testimonianze della presenza romana nel territorio, in Museo archeologico di Chieri, 1987b, pp. 153-156

1Datazione possibile grazie al rinvenimento di diversi nuclei di necropoli e all’affioramento di materiale edilizio. Vanetti 1985, pp. 108-110; Vanetti 1987, pp. 46-53.

2AE 1991, 721. Relitto onomastico indigeno riferito a soggetto femminile.

3Gramaglia 1987.

4La stessa situazione sembra essere ipotizzata in diverse zone della Cisalpina occidentale e della Liguria interna, anche se non mancano altrove le attestazioni di ville con poderi per lo meno di medie dimensioni condotti da un vilicus o sovrintendente. Spagnolo Garzoli 1998, pp. 82-83.

Maierà L., La romanizzazione in Piemonte. Il centro di Carreum Potentia, Tesi di Laurea del Corso di Laurea in Beni Culturali. Archeologia, Storia dell’Arte, Archivistica e Biblioteconomia, Università degli Studi di Torino, A.A. 2014-2015.