Casa Moncucco


Casa MoncuccoOttimo esempio di restauro conservativo, l’edificio prende il nome della famiglia Moncucco, appartenente alla nobiltà “non de albergo”, famiglia che non ebbe mai un ruolo forte nella politica cittadina.

 

L’edificio fa parte del complesso di beni che si espandeva fino alla via Maestra, anche se presumibilmente l’ingresso principale era su “via Repentie” (via San Domenico).

 

Dalla facciata emergono due fasce marcapiano ben distinte, che lasciano supporre l’unione di due edifici diversi; si può inoltre notare come le finestre del piano superiore dovevano essere abbellite con intonaci bicromi. Originariamente il piano di calpestio doveva risultare più basso e solo dopo il sollevamento del terreno deve essere stato aperto l’ingresso pedonale centrale, che sostituisce quello carraio intuibile dall’arcata tamponata a lato di esso.

 

Il sollevamento del terreno, che toccò tutta la zona del quartiere Gialdo, fu causa probabilmente di un’alluvione del Rio Tepice interno (che oggi scorre interrato, sotto la piazza Mosso), non nuovo alla rottura degli argini.