Casa Solaro


ghetto - casa solaroAntico ghetto Ebraico, il complesso di abitazioni apparteneva in origine alla famiglia dei Solaro che si insediò a Chieri alla fine del XIII secolo, dopo la cacciata da Asti.

 

Nel 1494 fu qui ospite dei Solaro il Re di Francia Carlo VIII, che al suo passaggio chiese e ottenne dai banchieri chiedesi ricchi finanziamenti per la campagna di conquista del Regno di Napoli. A seguito della sconfitta del Re e della sua impossibilità a restituire i prestiti concessigli, una grave crisi economica e finanziaria colpì la città ed in particolare i Solaro. Una lapide murata ora in via Vittorio Emanuele II angolo via della Pace, ricorda l’evento utilizzando un curioso gioco enigmistico.

 

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Dal 1724 divenne sede del ghetto ebraico, quando anche i Savoia adottarono leggi restrittive sulla residenza degli Israeliti, e mantenne così pressoché intatte le caratteristiche proprie dell’epoca medievale. La comunità ebraica lo abitò fino alla promulgazione dello Statuto Albertino.

 

Gli edifici comprendono una prima corte allungata, con un alto corpo dotato di due merli a coda di rondine (detto “la Casa del Rabbino” e riprodotto da Alfredo D’Andrade al Borgo Medievale di Torino) e un secondo cortile, di grande suggestione, ancora coperto dall’acciottolato tradizionale. Qui si trova una scala aperta sullo spazio comune, con tre sostegni a base circolare che reggono due archi gotici. Di fronte, due piastroni circolari sono ornati di un curioso complesso capitello in cotto formato da cordoli, svasature e fiorami, di recente recuperati, come anche altre parti dell’edificio, tuttora quasi inabitato. Sul lato di fronte all’ingresso al n. 8 della via, fino al 1935 al primo piano vi era la Sinagoga, i cui arredi barocchi sono ora conservati in quella di Torino.