Chieri e la Via Francigena*


È noto a tutti che le vie di strada nel Medioevo, oltre che mezzo di transito per i pellegrini, per gli armati, per le merci, erano uno strumento per ottenere benefici per i poteri di una data area. Infatti, il transito attraverso un territorio affidato dal vescovo ad un vassallo prevedeva la corresponsione di diritti, quali ad esempio, gabelle e telonei, oppure l’albergaria, il fodro e altro ancora.

I tratti di strada che collegavano la Francia centro-settentrionale con l’Italia centro-meridionale erano più d’uno e ciascuno di essi rivestiva pari importanza per i collegamenti. Da sud a nord, quindi dall’Italia alla Francia, la via di riferimento era la Francigena Toscana che seguiva il percorso: Firenze, Piacenza, Pavia, Vercelli, Torino per poi avviarsi in val di Susa e poi valicare il Moncenisio; oppure seguiva il percorso: Firenze, Genova, Asti, Chieri. Giunti a Chieri, per raggiungere Torino, esistevano due varianti: a) da Chieri ci si dirigeva verso la collina di Montosolo (oggi Pino Torinese), oppure b) da Chieri si raggiungeva Testona-Moncalieri per poi costeggiare il Po e giungere a Torino e proseguire poi per il Moncenisio. Le zone collinare e pre-collinare intorno a Chieri erano le più remunerative per quei poteri che volessero assicurarsi il controllo dei transiti lungo la via Francigena.

Tra XI e XII sec. i transiti alpini a scopo di mercatura furono decisamente più numerosi rispetto ai passaggi dei pellegrini e degli armati, che in quel tempo erano stabili. In questo contesto cresce l’importanza della via Genova-Asti-Chieri-Montosolo-Moncenisio con la variante Asti-Chieri-Testona-Rivoli, e parimenti si assiste al declino della via del Gran San Bernardo per le medesime destinazioni. Nell’area della zona collinare di Chieri e Montosolo il controllo della rete stradale era diventato l’obiettivo principale dei poteri che, per questa ragione, avevano acuito la concorrenza fra essi stessi: era questa, infatti, l’area dell’Italia nord-occidentale più importante per le comunicazioni con la Francia e la Borgogna.

Data la natura “mercantesca” degli homines della villa di Carium si assiste in questo periodo a continui scontri con i poteri vescovili e i conti di Biandrate da parte degli irrequieti Chieresi che intendevano assicurarsi i transiti per la Francia non corrispondendo i diritti. Un esempio è il castello di Montosolo che fu oggetto di costante contesa con il vescovo.

Il castello era stato in realtà edificato dai chieresi, successivamente, ed in seguito a numerosi scontri, nel 1168, fu oggetto di un accordo con il vescovo Carlo. Egli stabilì che in quel complesso fortificato i chieresi dovessero lasciare a lui una costruzione più alta della loro, dovessero rispettarne la sua presenza e i diritti connessi, inoltre, era loro richiesto di aiutarlo a recuperare il luogo nel caso i suoi uomini ne fossero stati scacciati, in cambio concedeva ai chieresi la “castellata”, ovvero, il diritto di transito sul suolo adiacente il castello.

Seguirono numerosi intrallazzi negli anni successivi per impossessarsi del castello e delle sue pertinenze, finché, nel 1219 Federico II, rivendicando il carattere di Montosolo come feudo imperiale, dichiarò nulla ogni pattuizione, compresa quella della “castellata” favorevole a Chieri.

Nel 1220 la Villa riuscì a recuperare i suoi diritti sulla zona dal vescovo Giacomo. Non poté però impedire che cinque anni dopo il castello venisse assegnato a due custodes, affidatari nominati dalle magistrature torinesi.

Le lotte per i diritti derivanti dal transito sulle strade proseguirono. Nel 1228 Testona, che temeva l’espansione chierese, si unì alla lega antimperiale con il comune di Torino, il quale già dal 1226 aveva aderito, a differenza del vescovo che era rimasto con l’Impero.  Per tutelare gli interessi dei mercanti delle loro città, si opponevano Chieri, Asti e il conte di Savoia. Finché, nella “guerra per le strade” del 1229, Chieresi e Astigiani attaccarono Testona devastandola.

 

DF per Carreum Potentia

 

 

*Liberamente tratto da: Sergi, G., Potere e territorio lungo la strada di Francia, Liguore Editore, Napoli, 1981.