Chiesa di San Guglielmo


chiesasguglielmoTestimoniata già nel XIII secolo, la chiesa di San Guglielmo è, con il Duomo e San Giorgio, una delle chiese più antiche della città; non rimangono però tracce delle sue strutture originarie.

 

Fino al 1328 fu sede delle riunioni del Consiglio Maggiore e fu dedicata a San Guglielmo d’Aquitania, protettore della Società dei Nobili, santo di cui si conservano le reliquie nella sacrestia. Nella seconda metà del XV secolo, l’edificio venne radicalmente rinnovato, assumendo i caratteri delle chiese gotiche coeve: pianta a tre navate e due campate, con presbiterio ed abside poligonale.

 

Nel clima della Controriforma, la chiesa fu affidata nel 1576 alla Confraternita dello Spirito Santo, che ancora oggi ne ha cura. Tra il 1626 ed il 1642 la chiesa ospitò i frati dell’Ordine dei Minori Riformati di San Francesco; nel 1646, poi, si costruì la sacrestia e nel 1689 un porticato verso la piazza.

 

I lavori più significativi vennero però apportati alla fine del XVIII secolo, quando l’architetto G. B. Feroggio progettò il campanile, la ristrutturazione degli interni ed il rifacimento della facciata. Si costruì dapprima il campanile e solo verso la metà del XIX secolo si rinnovò la facciata, chiudendo il portico seicentesco antistante mediante l’inserimento di un antiportico, ed ampliando la navata.

 

La nuova facciata, scandita da lesene, cornici marcapiano, finestre rettangolari, timpani triangolari ed archi ciechi a tutto sesto, rende questo edificio un “unicum” nel panorama locale, differenziandolo dalle altre chiese cittadine.

 

L’interno non rivela più nulla della costruzione gotica, a causa degli interventi barocchi ed in particolare degli arredi dell’altar maggiore eseguiti dal falegname ed intagliatore G. A. Riva nel 1741. Sono conservate nella chiesa pregevoli opere d’arte, fra cui una pala d’altare attribuita a F. Fea ed un crocifisso quattrocentesco in legno.