Chiesa di Santa Margherita


facciataL’edificio presenta una pianta a croce greca sormontata da un tiburio ed un falso lanternino; la facciata è scandita da colonne e pilastri e presenta un timpano centrale; il suo profilo è caratterizzato dalla linea curva delle due zone esterne che abbracciano il sagrato. Il tema del timpano della facciata è ripreso, come motivo decorativo, sulla cella campanaria e sulle finestre della cupola.

 

La chiesa fu costruita tra il 1636 e il 1671; nella panoramica di Chieri offerta dal Theatrum Sabaudiae, pubblicato nel 1682, ma progettato nel 1666, la chiesa è già evidente, ma non c’è ancora il campanile. Nel 1670 la cupola fu affrescata e furono inseriti gli stucchi e le statue.

 

Tra le spoliazioni che essa subì agli inizi dell’Ottocento si ricordano i due altari laterali; lo storico Bosio, a fine Ottocento, vide ancora su di essi quattro tele, che affermò provenienti dalla Chiesa della Consolata di Chieri. In tempi recenti sono state sostituite da tele moderne, con raffigurati santi legati alla tradizione salesiana.

 

presbiterio1 EL’altare principale attuale, in legno e stucco, proviene forse dalla distrutta Chiesa di S. Andrea e ha sostituito il precedente in marmo. Su di esso è ancora presente una pala raffigurante “La SS. Trinità che incorona la Vergine tra i SS. Domenico, Margherita, Caterina da Siena e la Maddalena”. L’opera, attribuita al Moncalvo o alla sua scuola, è quindi precedente i rimaneggiamenti della chiesa barocca.

 

In conseguenza della vendita all’asta dei beni immobili degli ordini religiosi, nel primo Ottocento, la chiesa fu acquistata da G. Mainero che, nel 1836, la cedette alla Confraternita della SS. Trinità, che aveva sede nella Cappella di S. Rocco. La Confraternita mantenne la chiesa per un secolo, ma non riuscì a sostenere le spese per la straordinaria manutenzione e l’edificio fu lasciato degradare sino al 1943 quando, scioltasi la Confraternita, i suoi beni vennero acquistati dai Salesiani che provvidero ad un radicale restauro di tutta la struttura.

 

Recenti restauri hanno riportato la chiesa alla bellezza originaria.