CRONACA DI UN TEMPO PASSATO


 

Negli Ordinati del Comune di Chieri[1], nella pagina-documento datata 14 marzo 1615 è presente la seguente delibera:

 

Nel Vicariato del Sig. Monforte Barata, Conte di Restagno e di Cervere.

 

«Il Comune in bisogno di aver dennaro (sic.) prende molte gioie da diversi particolari ivi annotati per ricavarne il prodotto delle mede[si]me e impiegarlo a dilei (sic.) vantaggio pubblico».

 

Le “molte gioie” raccolte dal Comune per “vantaggio pubblico” dovettero essere le risorse che il governo della città considerò necessarie a sostenere le truppe del conte Carlo Emanuele I di Savoia, impegnate fin dal 1614 ad Asti nello scontro con il governatore spagnolo di Milano, marchese don Giovanni Mendosa di Hinoysa.

Chieri era infatti un protettorato della casa di Savoia e nella circostanza della 1ª Guerra del Monferrato, scoppiata nell’anno precedente in seguito alla pretesa dei Savoia di succedere al Marchesato del Monferrato – fino ad allora nel diritto del Ducato di Mantova – la città si trovava nel dovere di sostenere lo sforzo bellico del Conte provvedendo con i suoi mezzi.

Le risorse monetarie sembrano così essere state ricavate dalla raccolta di “molte gioie” presso un numero, peraltro non rilevabile, di cittadini.

 

 

Per Carreum Potentia

Dario Franceschi

 

 

[1] Ordinati del Comune di Chieri – Vol. 2, dal 1600 al 1800.