Donne di Chieri: ANNA PEROTTA 


La chierese Anna Perotta nacque nella seconda metà del 1700 durante la guerra tra piemontesi e francesi, in una casa disturbata dal passaggio dei soldati che producevano un gran chiasso, cosicché, invece di vagire, la neonata gridò “A la guerre!” e tutti trasecolarono. Il volto di lei era fiero e virile, quindi i Seniori della città, radunati in seduta, le imposero il nome di Anna, perché tale nome nell’antichità veniva portato da uomini e donne, e quindi andava bene per una maschia fanciulla. Molto bella, crebbe fiera e coraggiosa, rifiutando tutte le proposte di matrimonio. Nel 1790 circa, un giorno comparve in Chieri un orso che, vedendo una casupola con la porta aperta, entrò e afferrò dalla culla una bambina. La madre gridava disperata, ma tutti si scansavano impauriti. Ed ecco che ad un tratto giunse un soldato che, afferrato l’animale, prese la bambina, la diede a chi gli era vicino, poi, preso l’orso per il collo, lo soffocò. Anna, che aveva seguito tutta la scena, gridò ad alta voce: “Questi sarà il mio sposo!” e così fu.

Poi venne la guerra e lui dovette partire, ma lei, coperti i capelli con l’elmo e indossati abiti maschili, lo seguì. Purtroppo i francesi ebbero la meglio e i due sposi furono fatti prigionieri e utilizzati come combattenti in Egitto. Videro così terre sconosciute, animali strani, statue enormi e tanta sabbia. L’esercito francese conseguì molte vittorie e i poveri prigionieri ne seguirono l’avanzata, soffrendo terribili patimenti. Presso Tiro Anna cadde in mano dei nemici che, trovatala semiviva fra i feriti, la curarono e la portarono con loro nella Dacia (attuale Romania). Due anni fu tenuta prigioniera, ma una sera riuscì a fuggire. Vagò a lungo senza meta fino a che un giorno fu aiutata dalla fortuna: sentì dire che l’esercito francese era vicino e, guidata dalla speranza di trovare il suo Perotto, corse a vedere le truppe che sfilavano. Tra loro, ecco comparire il marito, non più semplice soldato, ma capo di un drappello e con l’insegna dei vittoriosi. La donna si lanciò verso di lui e lo abbracciò, mentre l’uomo stupito stentava a riconoscerla. Questa storia d’amore fu molto magnificata dall’esercito; i soldati prepararono un sontuoso banchetto in loro onore e qualcuno addirittura scrisse una tragedia dal titolo «Perotto», di cui non si conoscono le sorti.

Il Perotto, seguito dalla sua Anna, fu mandato a combattere in Spagna, dove Anna fu nuovamente presa prigioniera e questa volta dagli inglesi, che la spedirono in Irlanda. Con il ristabilirsi dell’ordine in Europa, anche i prigionieri tornarono a casa; Anna e il marito si ricongiunsero e rividero Torino e Chieri. Finalmente speravano in una vita tranquilla, ma la Francia riprese a combattere. I due sposi furono nuovamente scelti come militari dal re Vittorio Emanuele e mandati all’assedio di Grenoble, dove purtroppo il Perotto morì. Anna, sconsolata, nel 1817 ritornò a casa, dove visse mendicando e morì povera e dimenticata, soccorsa solo da poche anime pietose. Ciò che sappiamo di lei fu raccontato per un caso fortuito: nel 1824, mentre stava vagando per Torino a chiedere la carità, si imbatté nel pittore Gioacchino Serangeli, il quale, colpito dalle sue mani lunghe e nodose, le chiese di posare per lui. Durante le sedute Anna gli raccontò il suo passato e il pittore si rese conto che, sotto quell’aspetto miserabile, c’era una donna che aveva vissuto una vita eccezionale. Con alcuni amici, tra cui Biondi, archeologo, poeta e drammaturgo, decise che le avventure di Anna dovevano essere tramandate ai posteri. Il testo fu scritto dal Biondi il quale, poiché la donna era nativa di Chieri, lo dedicò a Prospero Balbo, noto intellettuale e politico chierese.

 

Bibliografia

Luigi Biondi, Delle imprese di Anna Perotto, dedicata a S.E. il Sig.Conte Prospero BALBO   e alle gentili Donne Piemontesi, in A. BROFFERIO, “Tradizioni italiane per la prima volta raccolte in ciascuna provincia dell’Italia”, 1847

  1. Bonino, Anna Perotta soldatessa di Napoleone, articolo comparso sulla rivista della Cassa di Risparmio di Torino.

 

Rosanna Perilongo, Carreum Potentia, Sezione G. Avezzana – attività formativa e divulgativa