I confini del municipium di Carreum Potentia


Una volta entrato nell’orbita romana, il territorio controllato da Carreum venne a confinare a nord con Industria, a oriente con Hasta, a meridione con il municipio di Pollentia e a ovest con la colonia di Augusta Taurinorum1. Sfortunatamente, a causa della carenza di idonea documentazione, è assai problematico, ad oggi, risalire alla pertica confinaria di Chieri romana. Tuttavia, con le poche informazioni a nostra disposizione, alcune ipotesi di identificazione dei confini sono state formulate.

Il confine settentrionale è ipoteticamente individuato lungo il displuviale delle colline che da Sassi, per il sito dell’attuale Basilica di Superga, sovrasta in cresta le odierne località di Bardassano e Sciolze per raggiungere il centro di Cinzano, ove nell’area di Moriondo e Moncucco doveva trovarsi il limite tra i municipia di Carreum, Hasta e Industria2. Gli studiosi hanno potuto indicare il confine in questa zona grazie al rinvenimento presso Rivalba, tra le rovine della chiesa di San Giovanni, di una dedica votiva apposta da un seviro augustale al Genio Municipii Industriensis3; questa testimonianza sembrerebbe infatti dimostrare che il territorio transcollinare apparteneva al municipio di Industria.

Il limite della diocesi medievale, che molto spesso ricalcava le delimitazioni romane, è invece essenziale per identificare il confine fra Carreum ed Hasta: il tracciato divisorio tra diocesi torinese e vercellese, lungo la valle del rio Traversola, ascriveva alla giurisdizione del vescovo di Torino gli odierni abitati di Moncucco, Moriondo Torinese, Buttigliera d’Asti, e a quella del vescovato di Vercelli l’attuale Castelnuovo don Bosco. Ulteriore conferma a questa ipotesi risiede nel fatto che il limite della diocesi seguiva il discrimen corografico naturale.

Per quanto riguarda il limite meridionale, non potendo trarre elementi significativi dal limite diocesano tra Torino e Asti, poiché in epoca medievale subì variazioni non ben determinabili4, solo mere ipotesi possono essere avanzate; ad esempio si può proporre il torrente Banna come limite amministrativo a meridione tra il territorio chierese e Pollentia, o in alternativa, quello superiore dello Stellone, se si vuol far comprendere l’odierno centro di Poirino nel municipio di Carreum5.

Il confine meglio conosciuto è quello occidentale; la limitatio con molta probabilità era rappresentata dal percorso del fiume Po. Il suggerimento corografico è qui largamente suffragato dall’indicazione tribale presente in iscrizioni rinvenute sulla riva destra del fiume precisamente a Testona e a Sassi, in cui le epigrafi fanno menzione della tribù Pollia. Dato che i cittadini di Augusta Taurinorum risultavano censiti nella tribù Stellatina, il fiume doveva fungere da confine amministrativo tra colonia taurinense e Carreum e, insieme, da demarcazione tra XI e IX regione augustea.

BIBLIOGRAFIA

Casiraghi 1977

G. Casiraghi, Il problema della diocesi di Torino nel medioevo, in «Bollettino Storico Bibliografico Subalpino», LXXXV, 1977, pp. 405-534, 485-489

Casiraghi 1979

G. Casiraghi, La diocesi di Torino nel Medioevo, Torino, 1979, pp. 88-92, 437-440

Gabotto 1907

F. Gabotto, I municipi romani dell’Italia occidentale alla morte di Teodosio il Grande, in Studi sulla storia del Pimonte avanti il mille, Pinerolo, 1907, p. 280

Mennella, Zanda 1992

G. Mennella, E. Zanda, Regio IX. Liguria. Hasta, in Supplementa Italica, n.s., 10, 1992

Pais 1888

H. Pais, Corporis Inscriptionum Latinarum Supplementa Italica consilio et auctoritate Academiae regiae Lynceorum edita, Fascilicus I, Additamenta ad vol. V Galliae Cisalpinae, Roma, 1888.

Pantò 2010

G. Pantò (a cura di), Archeologia a Chieri. Da Carreum Potentia al Comune bassomedievale, Chieri, 2010

Settia 1970

A. A. Settia, Strade romane e antiche pievi fra Tanaro e Po, in «Bollettino storico bibliografico subalpino», 68, 1970, pp. 68-73, 88, 90-91, 97

1Gabotto 1907, p. 280. Pantò 2010, pp. 13-14.

2Settia 1970, pp. 90-91; Mennella, Zanda 1992, p. 70.

3Pais 1888.

4Casiraghi 1979, pp. 437-440.

5 Settia 1970, pp. 88, 97; Casiraghi 1977, pp. 405-534.