Il Libro Rosso[1].


 

Il Libro Rosso del primo comune di Chieri pare nascere, seguendo il prologo che in esso è contenuto, per evitare il pericolo di disperdere le scritture notarili, fare memoria scritta dei fatti e delle volontà destinati alla comune utilità, senza naturalmente escludere da queste scritture la volontà politica del Comune. Ma quali documenti contiene il Libro Rosso? In generale nei libri iurium, categoria alla quale appartiene il nostro libro, era uso conservare i documenti dei diritti attribuiti al comune, gli atti legittimi che sanciscono i rapporti giuridici con le aree geografiche sottoposte al controllo comunale ed inoltre, diritti di esazione, donazioni di beni, privilegi concessi dalla Chiesa, bolle papali, diplomi Imperiali se ve ne fossero stati. Nell’apertura del Libro Rosso ci si aspetterebbe far bella mostra di se il diploma concesso da Federico II nel 1238, con il quale l’Imperatore liberava dal controllo vescovile e dai conti di Biandrate il comune e che, pur avocando ai suoi ufficiali l’amministrazione della giustizia, consolidava l’autonomia di fatto del comune di Chieri; eppure, questo documento non è così in evidenza. Si trova invece in apertura, una scrittura che riporta l’atto del vescovo di Torino, il quale ha concesso a toto cariensi populo diritti collettivi di sfruttamento su pascoli e terre incolte con annessi diritti di esazione. La posizione della scrittura, che le magistrature pongono in apertura del Libro, sembra voler testimoniare la legittimità di considerarsi, da quella data, ovvero il 1168, un libero comune, un’istituzione pubblica autorizzata all’auto governo (C. Terranova, 1986, 2016).

Gli atti riportati nel Libro Rosso hanno, fra gli argomenti trattati, una buona prevalenza di documenti che attestano la relazione di controllo che il comune esercita sugli organi territoriali, sia nella loro veste economico-amministrativa, sia in quella di scontri e aggressioni per possesso o difesa di realtà patrimoniali. Nei documenti contenuti nel Libro si trovano registrazioni di diritti inerenti le seguenti località gravitanti nell’area chierese:

Aguilloni, Alba Speçosa, Alegnani, Andexeno, Baldissero, Bardaçani, Bulgaro, Cambiano, Caneve, Castriveteris, Cavanne, Cavanellis, Caxani, Celle, Cerexole, Cerexolete, Cexolarum, Cinçani, Civiçconim, Covacii, Gorra, Guarnono, Marentini, Monbelli, Moncucho, Monfalconi, Montaldo, Monsrotundus, Pavayrolio, Passayrani, Peceti, Ville de Pinayrano, Polmonçelli, Pralormi, Purcili, Riva di Chieri, Rivalbe, Rivilliasco, Santhene, Serre, Solayrani, Stellono, Sulceis, Teçani, Tondonici, Veregnano.  

Per Carreum Potentia

Dario Franceschi

  

[1] Tratto dalla lezione del professor Davide Caffù, tenuta il 1° marzo 2018, in occasione del corso Chieri da Conoscere.