IL PALAZZO, LA CAPPELLA E IL RITRATTO SEICENTESCO DI SAN LUIGI GONZAGA


 

Fra le realtà chieresi che, nel 450° anniversario della nascita di San Luigi Gonzaga, meglio ne richiamano la figura, la più importante è certamente il Palazzo Tana, dove nacque sua madre Marta.

Situato all’inizio di via Principe Amedeo, fu iniziato nel 1514 e portato a termine 1533. Nei  documenti è definito “palazzo nuovo”, per distinguerlo dal “palazzo antico” della famiglia, che si ergeva lungo l’odierna via Palazzo di Città e del quale, acquisito da don Bosco e destinato ad oratorio femminile, oggi resta solo il salone dallo splendido soffitto ligneo, adibito a cappella delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Salesiane).  

Il “palazzo nuovo” è formato da due corpi di fabbrica disposti ad L, con l’ingresso, l’atrio  e lo scalone posti in corrispondenza del punto di congiunzione dei due corpi. La manica principale, di tre piani, affaccia su via Principe Amedeo. A caratterizzarla fortemente sono il bel loggiato a sette arcate del terzo piano e l’importante portone dall’arco a tutto sesto. Più severa e monotona è la facciata dell’ala nord rivolta in direzione della Collegiata. 

Sopra l’androne- ingresso c’è la cappella, cinquecentesca come il palazzo ma ristrutturata all’inizio del Settecento e dedicata a San Luigi. E’ un piccolo ambiente rettangolare con la volta a botte. I dipinti prospettici gli conferiscono un’ illusoria ampiezza. Subito sotto la volta si apre la finestra ovale ben visibile sulla facciata. Sulla parete sinistra, incorniciate due a due, sono appese 24 piccole stampe settecentesche dell’incisore romano Vincenzo Feoli (1750-1831) nelle quali sono raffigurati altrettanti episodi della vita di San Luigi Gonzaga. Sul semplice altare è collocato un ritratto di San Luigi che una scritta ottocentesca dice essere un dono dei Gesuiti alla madre Marta Tana. A Roma, infatti, nel Collegio Romano dell’Ordine, ce n’è uno identico: evidentemente furono  commissionati entrambi allo stesso pittore, e uno di essi venne donato a Marta Tana perché possedesse un’immagine del figlio vestito da Gesuita. In seguito, la marchesa di Castiglione deve averlo ceduto ai parenti chieresi.  

Sulla facciata del palazzo, fra l’arco del portale d’ ingresso e la finestra ovale della cappella, compare una lapide collocata dai chieresi nel 1927, in occasione del secondo centenario della canonizzazione. Vi si legge:

IN QUESTO PALAZZO –  DEI NOBILI TANA – CULLA DI SUA MADRE, – LUIGI GONZAGA – IN PUREZZA E PENITENZA – LE INSIDIOSE LUSINGHE MONDANE – FUGGÌ E VINSE. – RIAFFERMANDO IL VOTO DEI PADRI – CHIERI – NE IMPLORA L’ANGELICO PATROCINIO – NEL SECONDO CENTENARIO DA LA CANONIZZAZIONE – XII – IX – MCMXXVI