IL QUATTROCENTESCO CORO LIGNEO DEL DUOMO


Dopo più di un anno da quando fu smontato per essere sottoposto ad accurato restauro, dovrebbe essere in procinto di tornare al suo posto, nell’abside del Duomo, il prezioso coro ligneo quattrocentesco: uno stupendo esempio di scultura in legno di noce, eseguita presumibilmente nella seconda metà del Quattrocento. L’opera è attribuita alla bottega pavese di Urbanino da Surso e di suo figlio Baldino.  Sui dossali, con linguaggio realistico, racchiusi in eleganti cornici trilobate, sono raffigurati alberi, erbe, fiori ed animali comuni in Piemonte: il fico (Ficus carica L.); il cardo (Cynara Cardunuculus L.); il nocciòlo (Corylus avellana L.); il castagno (Castanea vesca L.); il nespolo (Mespilus germanica L.) della specie che in dialetto piemontese è detta “puciu”;  la malva (Malva sylvestris L.) e il giglio (Lilium candidum L.). Ogni dossale culmina in voltina a crociera. Negli spazi fra l’una e l’altra sono collocate statuette raffiguranti santi e profeti. Scene scolpite anche sulle fiancate e sulle porte. Sulla fiancata di sinistra è raffigurata l’Arca di Noè; su quella di destra la Pentecoste e l’Ascensione di Gesù al cielo. Sulla porta sinistra le scene dell’Assunzione della Vergine, della Fuga in Egitto; su quella di destra l’Annunciazione e l’Adorazione dei Magi. 

In mezzo al coro tornerà anche il monumentale “badalone” (leggìo), già restaurato e momentaneamente esposto in una cappella della navata sinistra. Scolpito nel 1660, è attribuito a quel Pietro Botto di Savigliano che nel 1642 aveva scolpito la statua della Madonna delle Grazie.

Molti chieresi non sanno che questo capolavoro dell’arte gotica lombarda non è stata sempre dove si trova ora. Originariamente, infatti, l’area presbiteriale  era grande la metà di come è ora ed ospitava solo l’altare (n. 1 nella planimetria), che vi campeggiava nel mezzo. Come in molte altre chiese conventuali e collegiate (a Chieri le chiese di San Domenico e San Francesco), anche nel Duomo (o Collegiata di Santa Maria della Scala) di Chieri il coro si trovava non dietro ma davanti al presbiterio (n. 3 nella planimetria), all’inizio della navata centrale, racchiuso entro un muro di cinta.  Gli stalli lignei si fronteggiavano, disposti metà per parte contro le pareti laterali.

Nel 1501, quindi solo 65 anni dopo l’erezione della Collegiata, il nobile chierese Giorgio Bertone finanziò i lavori per allungare il presbiterio raddoppiandolo. Nella nuova campata che si era venuta a creare venne trasferito il coro lasciando libera, così, la navata centrale. Anche in questa nuova sistemazione gli stalli si trovavano, metà per parte, contro le pareti laterali.   

In occasione dei restauri generali della chiesa (1874-1880), il responsabile dei lavori conte Edoardo Arborio Mella, contro il parere di altri intenditori (fra i quali il pittore chierese, ma anche esperto di arredo antico,  Alberto Maso Gilli, che era stato incaricato di seguire l’operazione), volle spostare il coro nell’abside (n. 2 nella planimetria). Una decisione che non ha certo giovato al capolavoro scultoreo. Quel trasferimento, infatti, oltre ad aver comportato il sacrificio di alcuni dossali, non si può dire che abbia giovato alla visibilità di un tale capolavoro.

Ma il conte Arborio Mella forse aveva ragione nel disapprovare (in una lettera scritta al vescovo mons. Gastaldi) “quella cornucopia… di guglie, gugliette e gugliettine…  che non lega affatto col rimanente…”.  Sembra riferirsi alla fila di guglie in stile gotico fiorito che sovrastano il coro per tutta la sua lunghezza, e che effettivamente non legano con la semplicità dei sottostanti dossali e stalli. Le quali, quindi, prima non c’erano (come non ci sono, ad esempio, nel coro del Duomo di Asti, opera degli stessi Da Surso). Forse sono state aggiunte, contro la sua volontà (per iniziativa del Gilli?),  proprio in occasione del trasferimento del coro.

Per Carreum Potentia

Antonio Mignozzetti

Per vedere la planimetria del Duomo clicca qui-Planimetria parziale del Duomo ai suoi inizi . Didascalia 1) Presbiterio. 2) Abside 3) Coro