Il ritorno del coro ligneo nella chiesa collegiata di di Chieri: una festa per la comunità


Sabato 20 ottobre 2018 dalle 16 alle 18,15 si è svolta una ricca cerimonia di inaugurazione del restauro del coro ligneo quattrocentesco conservato nella Collegiata di Santa Maria della Scala. Il pregevole manufatto era stato oggetto di particolari attenzioni dal 2009, quando Roberto Toffanello, archivista della parrocchia, aveva notato segni di preoccupante degrado. Da allora, il parroco Monticone aveva cominciato a occuparsi della questione, occorrevano risorse cospicue, anche per sanare il contesto murario dell’abside, compromessa dall’umidità. A seguito di un preventivo richiesto al Consorzio San Luca, la parrocchia poté beneficiare di una importante somma stanziata dalla Compagnia di San Paolo, cui si aggiunse il contribuo comunale di euro 10.000 e un’ulteriore somma da parte della parrocchia. I parroci Mauro Rivella e Domenico Cavaglià hanno ereditato la responsabilità di proseguire i lavori e le pratiche amministrative necessarie, mentre il nuovo parroco don Marco Di Matteo ha avuto il piacere di inaugurare il restauro del pregevole manufatto, seguito da parole di lode pronunciate dal sindaco Claudio Martano. I lavori di restauro, eseguiti sotto la sorveglianza delle competenti uffici del Ministero beni e attività culturali, sono stati affidati al restauratore Gherardo Franchino, che in precedenza aveva operato sul bellissimo leggio del 1660 (opera di Pietro Botto di Savigliano, ora ricollocata nell’abside), mentre per le opere murarie, la direzione è stata affidata dell’architetto Paolo Giorcelli. Con l’occasione, si sono anche restaurati i vetri ottocenteschi istoriati delle lunghe monofore absidali, lavoro eseguito dal Anna Luoni di Novara.

Le relazioni sul restauro hanno toccato parecchi temi: l’architetto Angela Maria Farruggia ha introdotto gli interventi, la storica dell’arte Paola Nicita ha illustrato la storia del coro di recente chiarita dagli studi di Antonio Mignozzetti, il restauratore ha dettagliatamente raccontato l’intervento e le difficoltà incontrate, la storica dell’arte Silvia Piretta ha spiegato le funzioni del coro e il contesto storico-artistico nel quale è nato, nonché le ipotesi attributive, l’architetto Giorcelli ha parlato degli interventi murari per rimuovere le cause di umidità dalle pareti prima di ricollocare l’opera.

Il pubblico, composto da circa 80 persone, ha seguito la presentazione storico-artistico-tecnica, recandosi poi alla zona absidale per ammirare la bellezza dell’opera d’arte ricondotta “all’onor del mondo”.

Il coro della Collegiata, forse opera dei fratelli lombardi Baldino e Urbano da Surso, si compone di 16 stalli (un tempo erano di più), collocati sui lati dell’abside, mentre in precedenza erano disposti su due file affrontate nella zona presbiteriale e ancora prima nella navata centrale. Gli stalli sono finemente intagliati con motivi vegetali (la malva, il giglio, il nespolo, il castagno, ecc.), animali, il Cristo di Pietà, statue di profeti, motivi ornamentali. Tradizionalmente si fa risalire la committenza nella famiglia Robbio, che di sicuro fece costruire i banconi che si trovano davanti agli stalli. Sulle porte, le scene scolpite sono l’Assunzione della Vergine e la Fuga in Egitto in quella di sinistra; l’Annunciazione e l’Adorazione dei Magi su quella della parete opposta. Quanto alle fiancate, su quella di sinistra è raffigurato il Diluvio Universale, su quella di destra l’Ascensione e la Pentecoste.

Per saperne di più:

S. PIRETTA, La famiglia da Surso in Piemonte: Alba, Chieri, Asti (Ivrea e Biella), in La fede e i mostri. Cori lignei scolpiti in Piemonte e Valle d’Aosta (secoli XIV-XVI), a cura di G.ROMANO, Torino 2002, pp. 94-96 e tavv. 26-27

A. MIGNOZZETTI, Il Duomo di Chieri: note storico-religiose, Torino 2012, pp. 98-112; 121-124.