L’impianto urbano di Carreum Potentia


I tre orientamenti della città di Carreum. In rosa il primo orientamento parallelo alle linee di massima pendenza della collina di San Giorgio; in giallo il secondo orientamento; in blu in terzo con funzione di raccordo tra i primi due.

Le porzioni di tessuto urbano identificate nel corso degli scavi sono troppo frammentarie per consentire una ricostruzione attendibile della scansione degli isolati e in generale dell’impianto urbano; per questo motivo l’organizzazione urbana di Carreum risulta tuttora fortemente ipotetica.

Ad un’iniziale ipotesi di una mancata pianificazione ad isolati regolari della città, grazie agli scavi archeologici lungo vicolo Tre Re, vicolo Fantini e via Visca e agli studi iniziati negli anni ’801, si è potuto confutare tale proposta e teorizzare la presenza, per le strutture romane, di diversi orientamenti.

Ad una fase d’epoca preromana, ubicata lungo le pendici del colle di san Giorgio, corrispondono livellamenti artificiali del terreno costipati con strati di riempimento e conseguenti terrazzamenti, sui quali, nel IV-III secolo a.C., furono edificate capanne articolate in due fasi costruttive nettamente distinguibili; il perimetro delle capanne era definito da una palizzata di incannucciato di cui sono stati ritrovati numerosi frammenti.

In un momento immediatamente successivo, distinto dalla fase più recente delle capanne soltanto da un sottile livello colluviale, viene poi costruito un isolato della città romana. Di questa fase è stata evidenziata una sola struttura muraria il cui andamento è parallelo a quello delle strutture rinvenute in vicolo Tre Re ed i caratteri costruttivi sono identici; inoltre furono rilevate tracce della fase di cantiere di età romana, con buche ricche di materiale residuo della seconda età del ferro. A questa prima fase romana appartengono gli orientamenti dei terrazzamenti paralleli alle linee di massima pendenza della collina di San Giorgio.

La seconda fase, risalente all’età augustea, corrisponde ad un secondo orientamento, documentato da uno scavo in via Palazzo di Città, a cui seguì un ultimo momento caratterizzato da un terzo orientamento. Tale orientamento, con chiare funzioni di raccordo tra i primi due e di valorizzazione del percorso di un asse stradale importante, non pare anteriore al I secolo d.C.2 (vedi figura).

La disomogeneità di orientamento costituisce una vistosa eccezione rispetto agli altri centri urbani confinanti con Carreum, e testimonia l’innegabile influenza delle preesistenze abitative indigene sulla pianificazione romana della città.

Solo in un periodo successivo i vari orientamenti furono raccordati, creando un impianto pianificato in cui si inserì un’organizzazione viaria articolata.

BIBLIOGRAFIA

Barello, Subbrizio 2007

F. Barello, M. Subbrizio, Chieri, via dei Molini n.45. Resti di arginatura di epoca romana, in «Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte», 22, 2007

Pantò 2010

G. Pantò (a cura di), Archeologia a Chieri. Da Carreum Potentia al Comune bassomedievale, Chieri, 2010

1Barello, Subbrizio 2007.

2Pantò, Zanda 2000 pp. 212-213.

Maierà L., La romanizzazione in Piemonte. Il centro di Carreum Potentia, Tesi di Laurea del Corso di Laurea in Beni Culturali. Archeologia, Storia dell’Arte, Archivistica e Biblioteconomia, Università degli Studi di Torino, A.A. 2014-2015.