L’UNIVERSITA’ DEL FUSTAGNO


 La tessitura chierese ha origini remote, presumibilmente a partire dal primo secolo del secondo millennio.

 Secondo alcuni studiosi l’avvio di questa produzione è da ricollegarsi con l’insediamento di tessitori provenienti dalla regione dei Balcani che praticavano l’eresia “catara”.

 I Catari, ( dal greco Kataros-Puri, in latino medievale catharus , stretti osservanti di una dottrina manichea) nell’anno 1144 ,provenendo dalla Bulgaria, attraversando la regione dei Balcani e passando dalla Bosnia, proseguirono lungo l’itinerario Concorezzo-Milano- Chieri, e, percorrendo la via Franchigena raggiunsero la Linguadoca , dove ebbero un forte sviluppo.

Erano prevalentemente tessitori : in Occidente erano definiti “Pauliciani o Bulgari; nella Francia meridionale “Albigesi” o “Tixerand”. I più vicini a Chieri erano i “Concorezziani” da Concorezzo; gli “Albanesi” da Alba; “Bagnolesi” da Bagnolo San Vito presso Mantova e i “Patavini” da Milano.

Bisogna risalire al 1194 per avere un documento che testimonia accordi fra Chieri e Asti per la reciproca esenzione dei pedaggi e la libertà della compra-vendita delle pezze di tessuto.

Il primo attestato in cui è fatta menzione della tessitura del cotone in Chieri, lo si trova in un atto doganale del 30 aprile 1306 : si riferisce a un “dazio sul fustagno di 11 soldi viennesi” per ogni “soma” (carico sul dorso di asini o muli).

Le norme che riguardavano la lavorazione delle tele e la determinazione dei salari erano elencate nel “Libro Rosso di Chieri”.

Nel 1482, il Maggior Consiglio del Comune elevò l’arte del tessile a dignità di Corporazione, conferendole speciali statuti, confermati di volta in volta dal Casato dei Savoia

 Nacque così l’ “Università del Fustagno” che ebbe il merito di mantenere viva e fiorente l’attività tessile, divenuta nel frattempo , necessità di vita della comunità chierese.

 La struttura direttiva era composta dal Consiglio, dai Consoli, dai Savi e dai Regardatores o Revisori , questi ultimi avevano la mansione di controllare l’origine e la qualità dei manufatti chieresi. L’Università stabilì che i tessuti prodotti dai propri associati, fossero contraddistinti da specifici marchi di fabbrica, detti SIGNA” che venivano registrati nell’apposito Libro signorum”.

 Esistevano inoltre, altre cariche direttive svolte da funzionari con incarichi specifici: Massari, Taratori, Imbiancatori e infine il Notaio, con mansioni di protocollo. In particolari occasioni, venivano nominati gli Statutari e gli Auditori, il cui incarico durava pochi mesi ed era mirato ad aggiornare gli statuti per renderli funzionali alle esigenze del mercato.

Gli Statuti dell’Arte del Fustagno, tutt’ora esistenti, sono fra i più antichi d’Italia. (Si vedano le due immagini qui  esposte della copia conservata al Museo. Si tratta di proprietà privata, concessa gentilmente dalla famiglia Balbiano di Aramengo).  Furono giudicati così precisi che Carlo Emanuele II, circa due secoli dopo, li estese a tutti gli opifici tessili di stato.

L’Università dei fustanieri , per mantenere l’esclusiva su tutto il territorio, cercò sempre di impedire l’accoglimento di nuove concessioni manifatturiere.

Dopo la Rivoluzione Francese, l’Università iniziò a decadere perdendo la sua utilità, anzi, era considerata un ostacolo alle aspirazioni che ogni nuova fabbrica aveva per conquistare una propria autonomia, nel 1876 fu eletto l’ultimo Console.

 

A cura del Museo del Tessile

Bibliografia   :

BRUNETTI      Armando                “Chieri e il tessile”

BONINO         Daniela                   “ Chieri e il tessile

BONINO         Bruno                     “ Chieri e il tessile

VALIMBERTI  Bartolomeo            “L’industria tessile in Chieri”

Enciclopedia TRECCANI               AA.VV.