MARTA TANA


Tra le donne chieresi degne di essere menzionate per la loro forte personalità un posto di rilievo è senz’altro da riservare a Marta Tana, marchesa consorte di Castiglione delle Stiviere (Chieri 1550 – Solferino 1605).

Figlia del barone Baldassarre Tana di Santena e di Anna Della Rovere signori di  Vinovo fu Dama di compagnia della regina Elisabetta di Valois, terza moglie di Filippo II di Spagna. A corte conobbe e sposò don Ferrante Gonzaga, primo marchese di Castiglione delle Stiviere dal quale ebbe numerosi figli.

La precoce vocazione religiosa del primogenito Luigi (o Aloisio) per diventare Gesuita fu inizialmente ostacolata dal padre che lo aveva destinato a capo del casato, ma la madre appoggiò con determinazione la scelta del figlio, che divenne così membro della Compagnia di Gesù e uno dei più grandi santi del periodo della Controriforma.

Di tutt’altra natura fu il secondogenito Rodolfo – marchese di Castiglione per rinuncia del fratello gesuita – il quale fu seguito con attenzione e fermezza dalla madre che cercò di impedire le sue malefatte (dall’assassinio dello zio Alfonso, marchese di Castel Goffredo alla falsificazione di moneta pontificia). Assassinato anch’egli in giovane età, fu sepolto in terra sconsacrata; soltanto dopo sei anni Marta Tana ne ottenne la riabilitazione.

Sopravvissuta ad una congiura che vide la morte del figlio quindicenne Diego, Marta si ritirò nel castello di Solferino, continuando a svolgere atti pacificatori tra i vari rami della famiglia Gonzaga.

Morì nel luogo nel 1605 e dal 1804 riposa nel Duomo di Castiglione delle Stiviere, di fronte all’altare maggiore.