S. Michele Arcangelo


San Michele

San Michele

La cappella, alla quale si accede dal fianco destro che costeggia la strada, è un ambiente fuori dagli schemi. Quattro pilastri, uniti fra loro da arconi ribassati, lo dividono in nove campi di dimensioni diverse coperti da volte a botte. Per chi entra, questi sembrano formare tre navate trasversali rispetto a quelle della chiesa superiore, con l’altare e il coro collocati in posizioni laterali invece che centrali: posizioni centrali, invece, sembrano avere i piccoli altari dell’Assunta e di San  Luigi Gonzaga (in passato dedicati rispettivamente al SS. Nome di Gesù e a Santa Apollonia).

Ma se, una volta entrati, ci si pone con le spalle rivolte al coro (che occupa l’abside) guardando l’altare maggiore addossato alla parete opposta rispetto al coro, gli stessi campi formano tre navate coassiali con quelle della chiesa di San Giorgio. Nella navate centrale il coro e l’altare maggiore si fronteggiano, mentre quelli dell’Assunta e di San Luigi vengono a trovarsi nelle navate laterali.

Le pareti e le volte della chiesa sono interamente decorate:  le prime con finti marmi policromi; le seconde con dipinti figurativi collocati all’interno di  ricchissime cornici di tipo vegetale o architettonico. Questi ultimi svolgono due temi: nella prima navata trasversale raccontano avvenimenti biblici o extrabiblici che hanno per protagonisti gli Arcangeli Michele e Raffaele; nella seconda navata  illustrano episodi della vita della Vergine Maria.

San Michele

Altare-San Michele

Databile alla seconda metà del secolo XVII, la decorazione pittorica è opera non di uno, ma di più artisti. Uno di essi è  Antonio Andrietto, pittore comasco vissuto per quarant’anni  a Chieri, dove morì nel 1713. Oltre che in questa, lavorò in altre chiese e in edifici civili (palazzo Tana). In città esistono anche numerosi quadri dell’Immacolata, molto simili fra loro, che gli furono commissionati da vari gruppi di tessitori che veneravano l’Immacolata Concezione come loro patrona: uno di essi era in questa chiesa, e ora si trova nei locali della parrocchia; gli altri sono presso il convento della Pace, nella sacrestia del Duomo e nella sala di riunione della Confraternita di San Bernardino.

A partire dal 1625, in contemporanea con la trasformazione  di quest’ultima, anche San Michele venne restaurata e abbellita. La chiesa venne dotata anche di un campanile dalla originale sezione triangolare che emerge dallo spiovente destro (per chi guarda la facciata della chiesa) del tetto.