Scavi nel Battistero del Duomo


Battistero del Duomo di Chieri

Battistero del Duomo di Chieri

Nel 1986 la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici inizia le opere di scavo e ripristino nel Battistero. I lavori cominciarono dal pavimento e furono seguiti dai restauri murari e dall’ intervento di restauro pittorico nella cupola. In realtà i lavori di scavo erano già stati avviati fin dagli anni Sessanta, ma poi era seguita una lunga interruzione in parte motivata dal rapido progredire delle conoscenze tecniche e scientifiche sul restauro dei complessi battisteriali.

 

Il 12 marzo del 1965 cominciarono gli scavi ad opera della sezione di Chieri del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani con l’asportazione dell’intonaco moderno delle murature per un’altezza di oltre due metri. Il muro sottostante era formato da piccole mattonelle disposte a spina di pesce. Nei mesi successivi si scopre che il pavimento attuale del battistero era più alto di quello originale, situazione dovuta al fatto che la parte superiore del Battistero subì nei secoli tre crolli e che le macerie non vennero mai asportate costruendo ogni volta un nuovo pavimento su di esse. Procedendo con la tecnica “a gradino” si scoprì una seconda pavimentazione a 40 cm di profondità e una terza 40 cm più profonda della seconda. Qui vennero rinvenute ossa umana alla rinfusa e uno scheletro completo. A 1,15 m di profondità rispetto al primo pavimento venne individuata una quarta pavimentazione, molto grezza, formata da calce e sabbia, che fu datata intorno al 1100. Gli scavi proseguirono e a 1,70 m di profondità fu trovata una quinta pavimentazione. A 2,20 m si individuò un muro trasversale alla scavo di indubbia fabbricazione romana appartenente ad una costruzione precedente al Battistero e a 2,46 m si incontrò un’altra pavimentazione senza collegamento con i muri perimetrali del Battistero, ma presumibilmente attinente al muro romano. A 3 m di profondità si trovarono le ultime parti delle fondamenta in pietra sulle quali poggiano i muri del Battistero mentre proseguiva ancora in profondità il muro romano.

 

Nel corso delle campagne di scavo tra il 1986 e il 1993 è stato possibile ricostruire la sequenza cronologica a partire dalla più antica occupazione del I secolo a.C.

 

PERIODO 1: fine I secolo a.C. – metà I secolo d.C. L’occupazione di questo periodo è testimoniata da due frammenti di muro sui quali sono depositati pochi materiali ceramici che consentono di ipotizzare un utilizzo delle strutture a partire dalla fine del I secolo a.C.

 

PERIODO 2: metà I – inizi II secolo. In questo periodo l’area fu interessata dalla costruzione di una domus romana dalle caratteristiche non di lusso. Le strutture murarie emerse dallo scavo definiscono un grande ambiente porticato che doveva affacciarsi su uno spazio aperto.

 

PERIODO 3: inizio II – fine III o inizio IV secolo. L’edificio fu certamente occupato in questo periodo, ma non vennero apportate sostanziali modifiche strutturali.

 

PERIODO 4: inizio IV – V secolo. L’edificio residenziale fu riconvertito ad altra funzione. Alcuni muri furono riutilizzati come base per un nuovo edificio a pianta rettangolare. Per l’edificazione fu utilizzata una vasca per la lavorazione della calce ricavata scavando un’ampia buca in profondità.

 

PERIODO 5: dall’età paleocristiana al X secolo. Con il disuso del precedente edificio si estese un cimitero le cui sepolture sono databili alla fine del V-VI secolo. Le tombe emerse nelle campagne di scavo costituiscono solo una parte del cimitero. All’interno delle 28 tombe scoperte sono stati rinvenuti numerosi resti umani quasi sempre incompleti e frammentari appartenenti a 48 individui.

 

PERIODO 6: età pre-romanica. In quest’epoca il cimitero perse la sua funzione e venne costruito un nuovo edificio del quale resta soltanto uno spesso muro.

 

PERIODO 7: età romanica. Il Battistero assume la forma odierna con pianta ottogonale, nicchie rettangolari e semicircolari e abside orientata.