SCHEGGE LO STEMMA DI CHIERI


Spesso, quando ci troviamo di fronte ad uno stemma o ad un blasone, non sempre la rappresentazione grafica è così ovvia e ce ne fa intuire il significato o la derivazione.

Sappiamo che gli stemmi, nati durante le Crociate del XI e XII secolo servivano per distinguere i vari eserciti (per esempio, le croci erano di diverso colore a seconda della nazione di provenienza) e furono utilizzati successivamente dagli stessi cavalieri durante i tornei d’arme per farsi riconoscere dagli spettatori e dai sostenitori.

Per descrivere quello di Chieri, bisogna andare indietro a quei tempi quando nella nostra città due fazioni in particolare, si contendevano la leadership politica in modo quasi mai “diplomatico”, anzi trovando ogni pretesto per azzuffarsi con esiti a volte nefasti, coinvolgendo in queste continue risse anche l’incolpevole altra popolazione. [1]

D’altra parte, di quell’epoca sono riportati esempi ben noti:

a Firenze i Medici contro i Pazzi,

a Genova i Fieschi contro i Sauli o i Fieschi contro i Doria,

nella vicina ed amica Asti tra le famiglie Guelfe e quelle Ghibelline.

A Chieri, già a partire dal 1228 sono testimoniate due fazioni distinte:[2]

  • i Militi, membri dell’antica aristocrazia consolare che avevano scelto come patrono San Guglielmo di Aquitania e adottato il simbolo della regione francese omonima, ovvero: di colore oro in campo rosso, leone passante con zampa destra sollevata e testa rivolta a sinistra.

 

  • la Societas Sancti Georgii, espressione del mondo emergente del commercio e dell’artigianato che aveva posto la sua sede nella chiesa omonima, già sede del castrum vescovile. Il simbolo che adottarono fu il San Giorgio dotato del labaro riportante la croce rossa in campo argento (o bianco). [3]

I conflitti tra le due fazioni si protrassero per lungo tempo, al punto che il Comune fu costretto ad obbligare le famiglie più rissose a circolare per la pubblica via a giorni prescritti al fine di evitare l’incontro, anche casuale, con la parte avversa e comminando pene anche gravose nel caso di mancato rispetto di queste imposizioni.

È significativo il fatto che nel 1338 i chieresi, esasperati da queste continue risse ed aggressioni che avvenivano nelle vie cittadine, diedero corso ad una sommossa che intese scacciare dalla città alcuni dei componenti di queste rissose fazioni.

Dal 1347, con l’Atto di dedizione di Chieri ad Amedeo VI di Savoia, questi conflitti cessarono, dal momento che la preminenza politica era di fatto superata. L’identificazione delle due fazioni con la propria simbologia continuò però ancora fino al 1553, quando, con atto formale fu sancita la pace e venne dato termine alla distinzione tra i “DE ALBERGO” e i “DE NON ALBERGO”.

Quindi, non essendoci più necessità di distinguersi, le due rispettive simbologie che identificavano la reciproca appartenenza si fusero insieme facendo nascere lo stemma di Chieri.

3 Al riguardo, forse non tutti sanno che tale simbolo (croce rossa in campo bianco) compare al centro della bandiera di Inghilterra a seguito di un accordo di protezione siglato nel 1190 per la protezione della flotta inglese da parte di quella Genovese contro le incursioni dei pirati saraceni nel Mediterraneo e nel Mar Nero e che per questo, il sovrano inglese, corrispondeva un tributo annuale alla Repubblica di Genova e che quest’ultima fu in alcuni casi costretta a “ricordare” tale adempienza agli inglesi, emettendo dei formali “solleciti di pagamento”.

 

[1] C. Terranova, Chieri Medievale.  Dall’ età longobarda al comune, Edizioni Gaidano & Matta, 2016.

[2] G. Casalis,  Storia di Chieri,  edizioni Cronache Chieresi, Chieri 1973, ristampa dell’edizione del 1838.