STORIE DI CHIERESI NEL MONDO – 1a parte


Nell’immagine un gruppo di viaggiatori nel 1936 sul piroscafo Virgilio diretto in America. La foto è della fam. Piovano e il primo a sinistra è Enrico Piovano

NEI SECOLI DEL FUSTAGNO La ricchezza del mondo tessile chierese già nel XV secolo porta alcuni nostri concittadini, come i Villa, i Tana, i Bertone, a fondare in tutte le piazze commerciali d’Europa delle casane (banche) e si prevede, di conseguenza, che abbiano inviato fedeli collaboratori chieresi a gestirle in loco; altri trasferiscono sedi aziendali, ad esempio, a Chambery. Nel 1442 Antonio de Simionis de Cherio è mercante imprenditore a Genova. Quando si aprono le vie dell’Atlantico, Goffredo Benso tenta persino di avviare imprese ad alto rischio in Brasile; nel 1670 il banchiere Gio Antonio Borrello finanzia i chieresi Giuseppe Lobera e Gioanni Boggetto per il fondo di negozio che aprono in Amsterdam.

Durante il periodo del Risorgimento anche patrioti chieresi scelgono l’estero; ad esempio, il generale Giuseppe Avezzana, e il pittore viticoltore Domenico Filippo Oddenino.

Sin dal 1869 aumentano gli emigrati piemontesi in Europa e nel continente americano (Stati Uniti, Argentina, Brasile…); tra loro anche dei chieresi. Una nutrita comunità chierese sceglie l’Argentina, e dopo la fine della prima guerra mondiale, altri Paesi americani e l’Australia.

 

NEL NOVECENTO: IMPRENDITORI TESSILI E …

Nella prima metà del Novecento diversi sono i nostri imprenditori tessili che attraversano il mare per aprire nuove aziende.

Oltre ad Enrico Piovano, che partì alla volta del Cile per iniziare un’attività commerciale d’importazione dall’Italia, ricordiamo Luigi Davico, che nel 1930 aprì a Santiago del Cile un’azienda di passamaneria; Francesco Silano, Tranquillo Capello, Ilario Capello, Giuseppe Bay, Giuseppe Pipino, che negli anni Trenta aprirono tessiture in Argentina e Cile; Luigi Audino, che nel 1934 ne aprì una in Inghilterra; Gabriele Molino, la cui figlia Lucy divenne una famosa étoile del teatro Colon di Buenos Aires; Don Aldo Ranieri, professore di filosofia all’Università di Buenos Aires; inoltre, Moffa, produttore di accessori per telai, Granero, Della Casa, Cesare Stella e tanti altri. Altri aprirono filiali; ad esempio, Marco Vastapane andò in Colombia per diffondere tessuti chieresi in vari Stati del Sudamerica.

 

EMIGRATI CHIERESI OGGI

Oggi, secondo i dati Aire (che contiene i dati dei cittadini italiani aventi diritto al voto, all’estero per un periodo superiore a 12 mesi), i chieresi emigrati nel mondo sono 1127.

La chiusura della gran parte delle fabbriche tessili della nostra città negli ultimi anni è legata anche alla scelta di alcuni nostri imprenditori di spostarsi in paesi emergenti, dove la manodopera costa meno. Ma sono i nostri giovani che si muovono di più: soprattutto negli USA, in Cina, nei Paesi arabi, in Gran Bretagna, in Germania.

 

LA RIMPATRIATA DEI CHIERESI NEL MONDO

L’Associazione G. Avezzana nel 2004 svolse una ricerca dei chieresi sparsi nel mondo, riuscendo a compilarne un elenco dettagliato, che comprendeva 480 nomi.

Molti di questi sono di chiara origine piemontese; eccone alcuni: Baiotto, Baldassa, Calosso, Cauda, Chissotti, Cravero, Davico, Fasano, Gambino, Gay, Menzio, Moriondo (figli del costruttore della teleferica del M. Bianco), Navone, Pertusio, Rostagno, Rigo, Savio, Silano, Tabasso, Vergnano. Le destinazioni dei nostri emigranti sono state diversissime, dalla vicina Francia alla lontanissima Australia. Tutti hanno mantenuto un forte legame con Chieri e nel 2004 alcuni di loro, invitati dall’Avezzana e dal Comune di Chieri, hanno voluto tornare per un po’ di giorni “a casa”, partecipando alla Prima rimpatriata dei Chieresi nel mondo.

Tra loro:

Gino Venitucci, che nel 1953, a 16 anni, si trasferì in Venezuela, per raggiungere il padre già in quel Paese per lavoro. Laureatosi in ingegneria con specializzazione in prodotti petroliferi, ha lavorato in quel settore produttivo in Kuwait, Sud America, Arabia, facendo anche ricerca scientifica. Oggi abita a Houston e si dedica alla coltivazione di ulivi e viti di origine pugliese.

 

Luciano Vergnano, imprenditore tessile che si è trasferito nel 1960 in Irlanda, a Shercock, dove ha impiantato la Tabetex, che produce tessuti per arredamento. Là ha sposato Anne Mone e l’Irlanda è diventata la sua seconda patria. Ora l’azienda è condotta dai due figli, Richard e Marc, e Luciano Vergnano torna spesso in Italia, dove ha conservato molti interessi e amicizie.

 

Fonti documentarie utilizzate da Rosanna Perilongo per la realizzazione della mostra Gente che arriva, Gente che parte. Storie di migrazione e integrazione delle nostre città gemelle e di altre etnie che hanno scelto Chieri come loro nuova terra, esposta, a cura del Comitato per i Gemellaggi di Chieri, nel 2016.