1976/1977 – Intervallo in centro

Fotografia scatta in via Vittorio durante l’intervallo degli studenti dell’Istituto Tecnico Vittone, nell’anno scolastico 1976/1977.

L’anno scolastico 1976/1977 rimarrà per sempre nei miei ricordi come quello “dell’intervallo in centro”.

Oggi, nel momento in cui ne scrivo, mi pare impossibile d’aver vissuto un’esperienza così speciale, indimenticabile e credo, ai nostri giorni, irripetibile.

Ma l’attualità di questi giorni con studenti che nelle strade travalicano troppo spesso il confine tra una giusta dimostrazione di dissenso e il non rispetto delle istituzioni, che sono alla base della legalità e del rispetto della cosa pubblica, mi ha fatto ricordare quei nove mesi della 3a Superiore all’Istituto Tecnico Vittone, presso l’ex convento di S. Filippo, in pieno centro a Chieri.

L’anno scolastico 1976/1977 è stato l’ultimo anno in cui l’Istituto aveva sede in via Vittorio al n° 63. Nove mesi in cui ogni giorno dal lunedì al venerdì oltre un centinaio di ragazze e ragazzi invadevano il centro di Chieri dalle 10:45 alle 11:15 creando un certo scompiglio in via Vittorio, non fosse altro che per il vociare fragoroso che di colpo fuoriusciva dal grande portone di legno (ancora oggi presente) e si spandeva per la via tra la curiosità di quanti in quel momento passavano in strada.

Gli esercizi commerciali che più subivano questo gioioso assalto erano sostanzialmente quattro:

– La panetteria Masprone al n° 61, a fianco dell’istituto dove parte degli studenti comperava la mica d’pan.

– Il negozio di commestibili al n°50, di fronte al panettiere di cui ricordo un’insegna in latta sopra l’ingresso con scritto Cooperativa, al quale si chiedeva di riempire la pagnotta con vari affettati o formaggi. Questo per quanto riguardava la categoria “affamati”.

– Invece, per i sofisticati e con qualche lira di più in tasca era d’obbligo sfogliatine e caffè da Basiglio sotto l’Arco… sarà forse per questo che per tutti allora erano chiamati «i cremini».

– La parte che invece si era munita della colazione portata da casa non lo faceva tanto per essere salutista o risparmiosa, ma bensì per guadagnare vantaggio sull’uso dei calciobalilla che erano allora presenti al piano superiore del Caffè San Filippo proprio di fronte all’ingresso della scuola. Ricordo sfide accesissime, «geo contro ragio» e il titolare lamentarsi timidamente del fatto che con la scusa del poco tempo, questi giovani avventori non consumavano praticamente nulla!

E ricordo molto bene i visi attoniti dei passanti pronti a scansarsi al nostro festoso invadere la via.

Ricordo altrettanto bene le facce sorridenti dei titolari dei negozi che subivano la gioiosa invasione di noi ragazzi. Trovavano anche il tempo per rallegrarsi per i buoni risultati ottenuti o di condividere l’amarezza per un brutto voto.

A quel tempo la via Vittorio era libera al traffico veicolare, ma credo che comunque dopo qualche settimana nessun automobilista osasse passare in centro tra le 10:45 e le 11:15 in quanto era conosciuta come la mezz’ora in cui era d’obbligo non poter transitare…direi un congruo anticipo sull’attuale pedonalizzazione!!

L’unico coraggioso: il mitico filobus blu che ci avvertiva con anticipo del suo arrivo con il suo inconfondibile clacson!

Questa magnifica esperienza di socializzazione tra noi studenti e parte della cittadinanza, ha però avuto vita breve in quanto l’anno successivo l’Istituto fu trasferito nella nuova e ancora attuale sede di via Montessori, dove ho concluso il mio ciclo di studi.

Sono convinto che la decisione rivoluzionaria presa dall’allora preside Vincenzo Russo, oltre ovviamente al plauso di noi studenti, abbia comunque raccolto la simpatia di tanti chieresi cui capitava di incontrare la nostra gioiosa presenza. Non ricordo infatti nessun problema ne questione con chicchessia. Credo davvero che tutti quei ragazzi abbiano dato una bellissima dimostrazione di educazione e rispetto. Una grande dimostrazione di maturità!

Ora devo smettere di scrivere perché sono già le dieci e cinque e tra dieci minuti sarò interrogato di italiano dal professor Guido Vanetti. Sono comunque tranquillo perché credo di essere preparato e soprattutto perché lui è una persona magnifica che sa metterti sempre a tuo agio. Per me, in assoluto il migliore, la persona a cui devo la curiosità e il piacere della Storia.

Domani quando vi incontrerò vi racconterò come è andata. Mi raccomando…puntuali alle 10:45 in centro!!

Per sempre in centro con tutti noi: Marco, Luciano e Beppe.

Per Carreum Potentia, Cavaglià Vanni – 3a B Geometri 1976/1977

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