Una testimonianza unica

Quadretto votivo datato 22 maggio 1923, archivio del Duomo. Raffigura uomo che viene preso sotto da una falciatrice meccanica trascinata da una coppia di buoi, in alto a sinistra i santi Giuliano e Basilissa.

Grazie ai ricordi e all’attenzione di Roberto Toffanello e alla collaborazione di Antonio Mignozzetti ho potuto quasi letteralmente riportare alla luce una testimonianza della religiosità popolare che, per molti versi, è davvero unica. In un angolo riparato, quasi nascosto, dell’archivio del Duomo è conservato un quadretto votivo datato 22 maggio 1923: proprio l’assenza di esposizione alla luce ha preservato i colori vivaci di una scena semplice, ma presentata con una buona identità compositiva.

Pogliano Giuseppe ha inteso esprimere la sua gratitudine per essersi salvato, presumibilmente senza riportare danni, da un incidente occorsogli mentre operava con la falciatrice meccanica trascinata da una coppia di buoi.

In una galleria virtuale di ex-voto dell’area chierese si potrebbe riservare , a partire dal 1700, un intero settore dedicato alle disavventure e ai pericoli che il lavoro agricolo presentava: perché dunque questo quadretto ha caratteristiche uniche e, aggiungo, perfettamente connaturate con l’edificio sacro che lo conserva?

Nella nuvoletta a sinistra, appena accennata e integrata con il cielo, appaiono i santi Giuliano e Basilissa: in nessun’altra tavoletta votiva censita, a Chieri e nei dintorni, viene riporta traccia di questa particolare devozione. Come sappiamo secondo la tradizione le reliquie dei due santi, trafugate e sepolte in un campo, furono ritrovate il 21 maggio 1187 da un contadino durante l’aratura in un terreno ai confini tra Andezeno e Chieri. Si decise di affidarne il destino a una coppia di buoi, che trainarono – senza esitazioni – il carro con le spoglie dei due santi fino all’interno del Duomo cittadino: da allora gli agricoltori chieresi affidano ai santi Giuliano e Basilissa la protezione del loro lavoro e delle loro famiglie, testimoniando la loro fede attraverso la processione che porta nella città l’urna delle reliquie attorno alla data simbolica del 21 maggio.

Ma l’agricoltore Giuseppe Pogliano ha dato concretezza autentica e diretta testimonianza di questa fede attraverso questo semplice quadretto votivo: forse aiutato dall’aver scampato il pericolo il 22 maggio, un giorno dopo la tradizionale data del ritrovamento e della processione.

Saranno 102 anni il prossimo maggio: forse, in occasione della celebrazione, si potrebbe fare in modo che il quadretto votivo trovi migliore visibilità per adempiere al compito per il quale era stato concepito. Testimoniare a tutti la fede per una grazia ricevuta.

Per Carreum Potentia, Roberto Destefanis

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