Non poteva quindi che seguire questa passione innata, incoraggiato sia dai parenti sia da persone a lui vicine, come il canonico Giuseppe Sona, che nota il suo estro e lo aiuta a perfezionarsi, guidandolo come un maestro con l’allievo.
Da allora, Gino non ha mai abbandonato il disegno, neanche per un momento: era capace di cogliere ogni particolare della natura e del mondo circostante per tradurlo su tela o su un “umile” (come era lui) pezzo di carta, che portava a nuova vita con matita o carboncino.
Amava usare qualsiasi materiale gli capitasse tra le mani per creare opere di ogni genere; oltre a quadri e disegni, ben noti sono i presepi di mattoni, le sculture di fil di ferro o in legno, e persino cucchiaini da caffè limati e assemblati in un originale mosaico!
Anche i temi trattati erano i più vari, dai paesaggi della sua amata città a soggetti religiosi: la serie di dipinti della Via Crucis, donate al Duomo di Chieri e a quello di Haiti, ne sono un esempio.
Di carattere socievole e tollerante, aveva sempre una parola buona per tutti; lo si poteva incontrare spesso per le vie di Chieri con una tela sottobraccio o una macchina fotografica, che usava per immortalare paesaggi o scorci particolari.
Ha partecipato a mostre personali e collettive non solo in Piemonte, ma anche in Valle d’Aosta e in Toscana.
Amava trasmettere la sua passione ai ragazzi, collaborando con le scuole elementari e con il teatro di San Luigi, per il quale ha dipinto alcune scenografie.
Oltre all’arte pittorica, gli piaceva anche comporre poesie in piemontese e in italiano; alcune di esse hanno anche ricevuto riconoscimenti nei concorsi letterari a cui ha partecipato.
Fino all’ultimo ha portato con sé, e trasmesso senza sosta, la sua passione per l’arte in tutte le forme e la memoria di quella Chieri d’altri tempi, che portava sempre nel cuore.
Per Carreum Potentia, Maddalena Dellacasa
Figlia di Luigi Dellacasa.