Cappella Giovanni XXIII e casa di riposo

Cappella Giovanni XXIII

La Cappella su via Palazzo di Città

Sono ormai trascorsi trecento gli anni dalla fondazione dell’Ospizio di Carità, avvenuta nell’anno 1718 nell’ambito di una riorganizzazione degli istituti caritatevoli attuata per volere del sovrano Vittorio Amedeo II di Savoia. La Cappella annessa all’edificio della Casa di Riposo è dedicata alla “Purificazione di Maria e a San Grato”

La cappella è situata nella parte centrale della manica nord ovest dell’edificio che ospita la Casa di Riposo Giovanni XXIII di Chieri, già Ospizio di Carità. Affaccia sulla via Palazzo di Città e sul cortile interno del vasto complesso settecentesco realizzato tra il 1756 e il 1762 su disegno dell’architetto Ignazio Amedeo Galletti.

La presenza della cappella, è denunciata sulla facciata da un lieve avanzamento del corpo di fabbrica e dalla porta d’accesso sormontata da un timpano triangolare al di sopra del quale è collocata una lapide recante la titolazione della cappella a Santa Maria e San Grato Vescovo e la data della consacrazione, 1775.

La cappella fu progettata da Mario Lodovico Quarini che nel 1772 intervenne su una precedente struttura del Galletti destinata ad atrio e vano delle scale di accesso al piano superiore dell’Ospizio, demolendo i setti murari, rimodellando e rinforzando i pilastri per sostenere la volta a stella cruciforme che risulta retta da otto pilastri ed è formata da quattro unghie contornate da quattro coppie di costoloni nascenti dalle sottostanti membrature.

Il Quarini spostò l’ingresso dell’Ospizio su via Cottolengo (all’epoca via dell’Ospizio).

Dipinto attribuito a Mattia Preti – Giovanni XXIII

Sui lati dell’aula (che misura metri 7,70×7,50) furono addossate due cappelle coperte da volte a vela. La cappella si sviluppa su due livelli per un’altezza complessiva di metri 15. Tre armoniose balconate curvilinee, tra di loro comunicanti, consentono l’affaccio sull’aula sottostante dei degenti alloggiati al piano superiore. Sono raggiungibili dal piano terreno tramite due scale poste a fianco dell’abside. L’abside semicircolare ospita l’altare in marmo con la pala raffigurante la Purificazione di Maria, restaurata in occasione della mostra. La porzione absidale è introdotta da un arco di ascendenza juvarriana con motivi a foglie ed una coppia di putti alla sommità.

Due finestre affiancano la porta d’ingresso sulla via Palazzo di Città che presenta, al di sopra della cornice marcapiano, un finestrone con decorazione a trompe-l’oeil, ai cui lati si ripropongono due aperture in asse con quelle sottostanti. Il fronte è concluso da un cornicione suddiviso in triglifi con guttae laterizie e metope. La facciata della cappella e dell’intero edificio dell’Ospizio sono in laterizio a vista.

I restauri delle parti lignee presenti nella cappella sono terminati nel gennaio 2024. Il risultato permette ora di mettere in evidenza il tutta la sua bellezza, i matronei posti a lato dell’ aula centrale.

 

Armoriale della casa di riposo

l’Armoriale dell’RSA Giovanni XXIII è stato restaurato e rimesso nella sua posizione naturale, all’ingresso della Casa di Riposo in via Cottolengo, n. 1, Chieri.

Il manufatto ligneo, che risale ai primi decenni dell’Ottocento (1815 – 1831), per lungo tempo è stato soggetto all’azione delle avversità climatiche e imbrattato dall’opera dei piccioni.
Nell’autunno del 2021 alcuni volontari della nostra ODV avevano segnalato il suo stato di degrado e così Carreum Potentia decise di avviare un’azione di recupero del manufatto, coinvolgendo altri enti e radunando le risorse necessarie per avviare l’opera di restauro.

Ora l’Armoriale, insieme a tutto l’ingresso, è ritornato alla dignità che gli spetta e, soprattutto, può essere ammirato dal pubblico per la sua magnificenza e storia: un’opera che testimonia la presenza dell’istituto dedicato alla carità; un luogo presente fin dal Medioevo e che oggi torna a ricordare la sua missione nella sua forma più evidente.

Enti benefattori: Carreum Potentia, Comune di Chieri e Fondazione CRT

Restauri coordinati dall’architetto Chiara Ferrua: terminati il 24 febbraio 2024 ad opera del Consorzio San Luca

Soggetto Armoriale: Stemma di Casa Savoia tra due leoni dormienti e corredato dal Collare dell’Annunziata. Sotto la scritta ” R[regio] Ospizio di Carità“, 1815 – 1831, legno con parti dorate.

Giovedì 29 febbraio, nella sala consiliare dell’RSA Giovanni XXIII, è stato formalmente concluso il percorso – durato due anni circa – che ha visto il restauro dell’Armoriale della Casa Savoia e la sua restituzione sulla sommità del portale d’ingresso della Casa di Riposo. Erano presenti il sindaco con alcuni consiglieri, il presidente del Giovanni XXIII avv. Adriano Stradiotto, l’architetto Chiara Ferrua che ha coordinato i lavori, il presidente del Consorzio San Luca, Michelangelo Varetto che con la sua collaboratrice Anna Coppola hanno eseguito il restauro dell’Armoriale, l’impresa Massimo Manolino che ha rifatto la parte in muratura del portale e che ha coordinato i lavori della parte metallica della copertura che è stata eseguita dalla ditta MDM, ed infine era presente la direttrice della Cooperativa Valdocco. Erano presenti alcuni membri del Consiglio Direttivo di Carreum Potentia e il presidente.

Per saperne di più clicca qui:

Nicorello Pasano: un testamento chierese del 1416

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