Carlo VIII a Vezzolano

Fotografia del trittico sull’altare maggiore della Abbazia di Vezzolano.

Ho l’impressione (spero di sbagliarmi) che, volutamente, si sia rimosso dalla storia il passaggio e la permanenza a Chieri di Carlo VIII nel 1494. Anche la onnisciente Wikipedia non vi fa cenno. Per far quadrare le date, alcuni hanno inventato una sua sosta di qualche giorno a Vezzolano, notoriamente (si fa per dire!) sul percorso Torino-Asti. Vediamo alcune citazioni di questa “leggenda”.

Siti: Carlo VIII a Vezzolano

Da: https://www.cassiciaco.it/navigazione/iconografia/pittori/quattrocento/vezzolano/vezzolano.html

«Sull’altare maggiore della Abbazia di Vezzolano, di tradizione agostiniana, vi è un bellissimo trittico (foto 1) […] a sinistra un barbuto monaco o eremita che presenta alla Madonna un personaggio in abiti regali inginocchiato in atto di devozione. […] probabilmente è un nobile o un sovrano francese, come sembra indicare la presenza di un mantello decorato con i gigli di Francia. Inoltre porta al collo la collana dell’ordine di san Michele.

Sul pavimento accanto a quel nobile vi è uno scudo con tre gigli dorati su fondo rosso: lo scudo rosso era l’arma dei Monferrato protettori di Vezzolano, mentre i tre gigli potrebbero essere stati concessi da Carlo VIII, com’era sua consuetudine durante le visite, in segno di riconoscenza per l’ospitalità ricevuta dai feudatari di Chieri fra l’ottobre del 1494 e l’ottobre del 1495».

Nota: se la riconoscenza è verso i feudatari di Chieri (ma quali feudatari? Chieri era un Comune!), perché li concede a Vezzolano?

Da: https://www.finestresullarte.info/viaggi/santa-maria-di-vezzolano-abbazia-scampata-al-tempo

«[…] al centro, il grande retablo in terracotta dipinta di fine Quattrocento, d’autore ancora sconosciuto, in cui s’è voluto identificare l’omaggio di Carlo VIII […] Il sovrano francese […] è stato riconosciuto in virtù del collare dell’ordine di San Michele, istituito da suo padre, Luigi XI, che esibisce sotto al mantello decorato coi gigli di Francia […] si tratta d’un dono che la comunità locale volle fare al re in occasione d’una sua visita a Vezzolano».

Nota: il collare dell’ordine di S. Michele è stato portato da tutti i re di Francia, a partire da Luigi XI che lo ha istituito, fino a Enrico III (+ 1589).

Da: https://iltorinese.it/2022/09/21/carlo-magno-e-carlo-viii-tra-le-colline-di-vezzolano/

«Carlo VIII, re di Francia, discese in Italia nel 1494-95 e si fermò per alcune settimane in Piemonte, ospite dei Solaro di Moncucco. È probabile, secondo le cronache del tempo, che non solo sia entrato nell’Abbazia ma, seduto nel refettorio insieme ai frati di Santa Maria, abbia mangiato perfino la bagna càuda preparata apposta per lui dai canonici. I documenti dell’epoca riportano la notizia che il sovrano, indebolito e affaticato, fu curato dai frati con le tradizionali erbe e con la bagna càuda senza aglio ma con il peperoncino piccante».

Note: “ospite dei Solaro di Moncucco”: di Chieri proprio non si vuole parlare. Simpatica l’idea della bagna càuda col peperoncino: alcuni scrivono che questa spezia è stata portata in Spagna da Colombo al ritorno dal suo secondo viaggio nel 1493. Ma questo è l’anno di inizio del viaggio: Colombo è tornato a Cadice l’11 giugno 1496. Nel 1494 aveva rimandato in Spagna il capitano Antonio de Torres, ma forse senza peperoncini!

Da: https://www.vezzolano.it/homepage/

«[…] Del 1494 è il passaggio a Vezzolano di Carlo VIII di Francia, reduce da Chieri, rappresentato nel trittico in terracotta sull’altare nel personaggio di sinistra, piccolo e tozzo, orante con i gigli di Francia […]».

Da: https://iltorinese.it/2024/09/18/chieri-qui-abito-carlo-viii/

«[…] Prima di puntare ad Asti fece una capatina a Vezzolano. Secondo le cronache del tempo pare che non solo sia entrato nella storica Abbazia ma abbia pranzato nel refettorio insieme ai frati di Santa Maria».

I documenti: Carlo VIII da Chieri ad Asti

Da: Lettres de Charles VIII Roi de France – Tome quatrième (P. Pélicier, 1903). È la raccolta delle lettere spedite da Carlo nel 1494-1495, in sequenza temporale, numerate con numeri romani.

DCCXCIX – Chieri, 8/9/1494 a Ludovico Sforza: gli comunica che il giorno seguente [9/9] andrà a pranzare a Villanova e a dormire ad Asti.

DCCC – Asti, 10/9/1494 al Duca del Bourbonnais: gli comunica la vittoria di Rapallo di Luigi d’Orléans su Federico d’Aragona.

Nota: non c’è spazio per permanenze in altre località tra Chieri e Asti.

Riproduzione fotografica disegno del trittico sull’altare maggiore della Abbazia di Vezzolano riportato dal Bosio.

Un re di Francia a Vezzolano secondo il Can. A. Bosio

Da: Miscellanea di storia italiana, Volume 10 (1870), pagg. 863 – 878.

«[…] Alla diritta vi è un monaco od eremita […] che presenta alla Madonna ed al suo divin Figlio l’imperatore Carlo Magno inginocchiato ed in atto devoto, il medesimo è vestito con tunica o veste lunga, rossa, avente la clamide, o imperiale manto, azzurra, tempestata di fiordalisi d’oro e foderata d’ermellino; la corona che tiene in capo è di rame dorato, movibile, non chiusa, ma a fioroni o trifogliata con piccola aquila in mezzo: aurea collana con conchiglie, forse l’ordine di S. Michele, gli orna il collo. Sta sul pavimento, accanto a quel sovrano, lo scudo di Francia dai tre gigli d’oro, però col fondo rosso, mentre dovrebbe essere azzurro. Chi ha fior di senno facilmente s’accorge che qui lo scultore vestì Re Carlo Magno, come era vestito il Sovrano di Francia nel secolo XV in cui viveva […]».

Infine il Bosio riporta un bel disegno (foto 2) così descritto: “Gruppo in rilievo colla Beata Vergine, che tiene il Divin Redentore, S. Ambrogio o S. Agostino, e Carlo Magno presentato da un romito: è posto sopra l’altare maggiore.”

Per Carreum Potentia, Pier Paolo Falcone

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