Confezioni Tessili

Le “confezioni tessili” si riferiscono alla produzione su larga scala di capi di abbigliamento e altri articoli che sono: abiti da donna e uomo, impermeabili in cotone o fibra, indumenti da lavoro e abbigliamento casual o sportivo, biancheria da letto e da tavola, fazzoletti, camicie, vestaglie e pigiami, cravatte, sciarpe, foulard, busti, costumi da bagno, biancheria intima e lingerie.

Questo tipo di produzione si contrappone alla produzione sartoriale artigianale, comprendendo diverse fasi di lavoro quali la scelta del materiale tessile, la progettazione di un figurino, la creazione di un prototipo, la produzione del prodotto finito, seguendo un modello standardizzato per soddisfare la domanda di massa.

L’industria tessile delle confezioni ebbe origine nel 1850 nell’America Settentrionale per opera dei primi confezionisti in serie e si affermò validamente in tutto il mondo; anche in Italia si sviluppò in modo considerevole nel triangolo industriale Torino-Milano-Genova, e successivamente nel resto del Nord e Centro Italia. Notevole impulso si ottenne anche dall’evento dei grandi magazzini che vendevano vestiti in serie.

In Chieri e nel suo circondario non si sviluppò l’industria delle confezioni tessili, solamente una ditta, nei pressi di via dei Giardini, all’inizio del secolo scorso: di cui l’unica fonte è il signor Aldo Varetto, classe 1939, che ricorda i suoi nonni che parlavano di una piccola ditta che produceva e riparava indumenti militari, il luogo era denominato giù d’la fanteria oppure giù d’la faceria. In compenso, il comparto tessile chierese forte di una secolare esperienza nel campo della filatura e della tessitura è stato ed è tuttora un importante fornitore di tessuti per l’industria confezioniera con prodotti di gamma medio alta venduti ad aziende nazionali ed estere.

La tecnica della produzione tessile è andata affinandosi, dal semplice impiego di macchine da cucire a impianti organizzati con sistemi moderni di produttività nei quali ogni fase è sistematicamente cronometrata, con una lavorazione di serie che consente produzioni altissime e di conseguenza con costi minori.

Taglio. Anzitutto le pezze di tessuto vengono distese sovrapposte, su lunghi tavoli, per formare il cosiddetto “materasso” di 20-25 lembi, sul primo strato viene segnato il tracciato mediante modelli di carta o cartone con gessetti che ne delimitano il contorno. Tale operazione può essere sostituita con l’impiego di una carta già tracciata, incollata al primo strato, allo scopo di eliminare la perdita di tempo che si ha nella tracciatura manuale.

Il taglio viene eseguito mediante taglierine, che tagliano i singoli pezzi necessari alla confezione di un indumento, contemporaneamente per tutti gli spessori del materasso.

Raramente si usano seghe a nastro per lo stesso scopo, in particolari pezzi piccoli quali colli, tasche, polsini ecc. I pezzi tagliati vengono poi raccolti in mazzette o in cassette contenenti il raggruppamento dei singoli pezzi necessari alla confezione di un capo completo.

Al giorno d’oggi le operazioni di tracciatura vengono eseguite con il metodo CAD-CAM

Nell’uso pratico le misure di taglio vanno dal 40 al 52, per l’uomo e per la donna, tale numero rappresenta la circonferenza semi-toracica espressa in centimetri, mentre quella per ragazzi e bambini vanno dalla I alla VII misura.

In Italia, l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione Meccanica) ha stampato tabelle relative al “manichino di campione”, per il quale è stato preso per base il normotipo italiano, con derivazione delle conformazioni snelle e obese, arrivando al cosiddetto metodo “metodo calibrato” che comprende ben 189 soggetti. Naturalmente, nella pratica industriale, questo numero di taglie è stato notevolmente ridotto, l’associazione industriale del ramo ha proposto un metodo in cui gli elementi indicatori sono tre: statura, torace e cintura.

Cuciture. Vengono classificati i vari tipi di cuciture in base ai punti i quali derivano da due forme principali: 1) quella a catanella, nella quale un solo filo viene a formare una catena legata nella parte inferiore del tessuto; 2) quella a trapunto, costituita da due fili, uno dell’ago e uno dell’uncinetto, la cui unione avviene nel mezzo del tessuto.

Mentre la prima è elastica, la seconda è rigida, quindi ogni qualsiasi cucitura deve adattarsi al tessuto da cucire. Nella cucitura a catenella oltre alla fondamentale, si hanno quelle a catenella doppia (2 fili), a catenella a zig-zag spostantesi a ogni punto verso sinistra o destra, a sopraggitto (3 fili) quando, mediante uncinetti, si ricopre anche la cimosa del tessuto. Nella cucitura a trapunto, oltre alla varietà classica delle macchine casalinghe, si hanno le varietà a zig-zag, a doppio o triplo ago, ecc.

Per Carreum Potentia, Franco Mazzone

Bibliografia: AA.VV. EST Mondadori IV Ed. 1974

Immagini : eseguite in proprio

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