Due torri di avvistamento

Una torre d’avvistamento è una torre fortificata che si diversifica dalle torri di difesa perché il suo scopo principale è quello di offrire un posto alto e sicuro dove tenere sotto osservazione il territorio circostante. I romani se ne servivano per potenziare il loro grande sistema di comunicazione: ogni torre era in linea con la torre successiva, con cui comunicava attraverso segnali con fuochi, fumo, specchi o segnali sonori. Nel Medioevo ne erano dotati i castelli e, soprattutto in Francia, servivano anche da difesa. Le torri erette durante la seconda guerra mondiale ebbero invece soprattutto funzione anti-aerea, ma tristemente famose sono divenute quelle all’interno dei lager. Oggi ne troviamo ancora soprattutto nelle prigioni e nei parchi naturali.

La torre di strada Turriglie

Quando si parla di Chieri, la si definisce “Città delle Cento Torri”, sebbene di esse oggi rimanga, nel centro storico e non inglobata in edifici, solo la Torre Ferrero. Anche nel territorio circostante esiste ancora il segno di queste fortificazioni. Ad esempio, a Valle Ceppi, che fin verso la fine del sec. XVII fu frazione di Chieri, presso Tetti Vasco, Riccardo Ghivarello scrive che “sorse e decadde una delle cento torri di cui andò fieramente orgogliosa la nostra vetusta città. Sopra Valle Ceppi, tra il bivio per Superga e Chieri, c’è la cascina ‘La Tur’ (chiamata ancora oggi ‘località della torre’): si pensa che fosse una torre di avvistamento a vista con la torre di Montosolo di Pino e le torri di Chieri”.

Una torre ancora esistente è quella sita in strada Turriglie, nei pressi dell’acquedotto; difficile da trovare perché nascosta dalla vegetazione e in completo abbandono (per raggiungerla bisogna districarsi tra rovi e arbusti, anche la rete che un tempo la proteggeva non esiste più), poteva certamente “dialogare” con quella di Valle Ceppi e con quella di Montosolo di Pino. È situata infatti nell’antico percorso di transito (oggi in gran parte sentiero agricolo) che dal Bastione della Mina portava a Tetti Vasco per proseguire verso Valle Ceppi, Baldissero e Superga. In passato era un percorso di importanza strategica; infatti una parte di strada Turriglie un tempo iniziava dal Murè; poi un suo tratto venne interrotto quando si costruì la statale che da strada Riva porta direttamente a Porta Torino e tagliò parte del Bastione della Mina. Questo tratto di strada è stato recentemente ricostruito e parte da corso Bruno Buozzi (dopo il magazzino Civera), passa a fianco del Bastione della Mina per andare a collegarsi, dopo l’incrocio con via F.lli Giordano, con l’attuale strada Turriglie.

 

 

Testo di Italo Gola, inserito nel volume Zibaldone Chierese 2. Fatti, luoghi personaggi, pubblicato dall’associazione Culturale G. Avezzana, Chieri, 2014

 

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