Continua la descrizione di come sono costituiti i tessuti basilari, iniziata nell’articolo precedente in cui è stata illustrata la tela, proseguendo con:

Spina.
Mentre l’intreccio tela ha un rapporto base 2, nella spina occorrono almeno tre fili e tre trame, dove un filo lega ogni battuta spostandosi diagonalmente. In tal modo si formano sul tessuto delle nervature oblique che possono essere dirette verso destra o verso sinistra.
I derivati della spina sono molteplici: le “levantine”, le “batavia”, le “spine composte” ecc., dal punto di vista dal numero dei fili che lavorano in coppia con l’armatura base, ma possono anche avere una disposizione a ritorno semplice, doppio e separato, o inserirsi in altre armature combinate.
Raso.
E’ la terza armatura fondamentale, il cui rapporto base è di cinque fili e cinque trame e dove la legatura avviene in modo che un solo filo lega su ogni trama, spostandosi successivamente a ogni battuta in modo regolare.
I rasi possono essere pesanti o leggeri a seconda che l’effetto derivi dai fili della catena o delle trame e possono avere rapporti da 5 (satin), da 7, da 8, da 10 ecc. I rapporti da 4 e da 6 sono adatti per formare rasi di tipo irregolare.
Altre tipologie di tessuto:
Armature di rigati e quadrettati.
Dalle armature di base fin qui esaminate, si possono trarre effetti di rigatura verticali (o di catena), orizzontali (o di trama) e di quadretti (combinazione delle due precedenti), i quali possono essere derivati dall’armatura, e cioè “a superficie”, oppure dall’uso di fili colorati, cioè “a colore”, oppure da ambedue insieme.
Tessuti composti.
Gli intrecci basilari che sono stati presi finora in considerazione sono formati da una sola catena e da una sola trama; quando invece si usino due o più elementi, dei quali uno forma il fondo e l’altro gli effetti particolari, si hanno i tessuti composti o a elementi multipli.
Gli intrecci che ne derivano sono molteplici; dai reps con una catena e due trame, ai “tessuti a doppia faccia” che possono essere per catena o per trama, ai “tessuti tubici” a quattro elementi, cioè due catene e due trame che lavorano a coppia formando due tessuti sovrapposti.
Si possono ancora citare i “tessuti elastici”, formati da fili di gomma inseriti nell’ordimento* o nel tessimento**, e i “piquè”, ottenuti con cuciture (o piccature) simili alla trapuntatura.
Curiosità
Feltri.
Occorre premettere che la feltratura è un fenomeno di unione delle fibre di lana e di peli, (sempre di origine animale) sotto l’azione della follatura, i feltri rappresentano dei “tessuti non tessuti” dove l’azione di coesione delle fibre è naturale, cioè senza l’intervento di sostanze collanti.
Fra le innumerevoli applicazioni dei feltri ricordo i cappelli (la ditta Borsalino fondata nel 1857 e operativa ancora oggi, da precisare che nel luglio 2018 è stata acquistata dalla Haeres Equita) ne rappresentano l’applicazione tradizionale più importante, per i cappelli in feltro costituiti a partire dalle fibre di pelo sono necessari più di 50 passaggi manuali e circa sette settimane di lavorazione. Nei 167 anni di attività, la manifattura è rimasta fedele al processo produttivo e continua a svolgere l’attività in Alessandria.
Sempre con i feltri, si possono produrre oggetti per hobbistica, decorazioni, bambole, pupazzi e vestiti, patchwork, bomboniere: con il “Panno Lenci”, (LENCI è l’acronimo delle parole latine Ludus Est Nobis Constanter Industria) che ebbe tanto successo nel secolo scorso, è possibile dare al feltro la forma appropriata, così da ottenere dei prodotti sagomati pur essendo le falde originali piegate come un tessuto; un altro prodotto, questo di tipo di tipo industriale, è quello dei feltri per cartiera dove le falde tubolari vengono sottoposte a follatura***.
Glossario
*Ordiménto: nella tessitura, disposizione dei fili d’ordito sul relativo subbio, nell’ordine predisposto dalla cosiddetta nota d’orditura, che indica il criterio secondo cui si deve realizzare l’ordito.
**Tessiménto: termine con cui nella lavorazione tessile si indica talora la trama. Piano di t., nel telaio per tessere, il piano formato dai fili di trama e d’ordito durante la tessitura.
*** Follatura: Trattamento meccanico diretto a conferire compattezza, leggerezza e morbidezza ai tessuti di lana ed ai feltri.
Per Carreum Potentia, Franco Mazzone
Bibliografia:
– A. Brunetti, Ël contrametrer, edito in proprio Tipografia Parena 1990.
– AA. VV., Armature e tessuti, EST Mondadori vol. X, VI Ed.
– L. Manzo, Lenci, la fabbrica scomparsa, Torino Storia n.93, ottobre ‘24.