Il Tessuto – 3ª puntata

Schema di intrecci: dove in alto è rappresentato il profilo di spugna semplice; in basso, invece, il profilo di spugna doppia.

Continua la descrizione del procedimento “tecnico” per la realizzazione dei tessuti. E’ probabile che quando acquistiamo un capo di abbigliamento, di

biancheria o tessuti da arredo, la maggior parte di noi non ha consapevolezza dell’esistenza, a monte del manufatto, di un mondo ingegnoso e in continua evoluzione alla ricerca di efficienza, durata, stile e bellezza.

Tessuti a garza.

Appartengono alla categoria dei tessuti a fili sinuosi (cioè comprendenti anche fili non rettilinei) e da non confondere con le garze da medicazione!

La “garza a giro” anche detta “garza inglese” è formata da due serie di fili di ordito: la prima detta dei fili retti , la seconda che viene definita dei fili di giro. Questi ultimi passano a destra e a sinistra dei primi e quindi legano i punti di incrocio, ottenendo un tessuto traforato.

Viene fabbricata su telai muniti, oltre ai normali, di licci speciali, detti di giro, con i quali è possibile trascinare un filo di giro nel vano adiacente e quindi far passare la trama in modo che ne fissi la posizione. Ne deriva che, secondo le varie posizioni che si possono far assumere a questi fili di giro, si ottengono delle garze operate, ovvero dove i fori sono disposti in vario modo. Le garze si possono anche imitare con qualche specie di armatura semplice, inserendo 3-5 fili contemporaneamente in un solo dente di pettine del battente, ottenendo così un distanziamento che porta a tessuti traforati, senza però ottenere degli incroci solidi.

Velluti e tessuti a spugna.

Il velluto è un tessuto sul quale si sono aggiunti ciuffi o peli o boccole sporgenti ad angolo retto. Vengono prodotti due tipi: il velluto di ordito, con pelo formato dall’ordito (è il velluto classico, in origine di pura seta e in seguito di cotone, lana ecc.) e il velluto di trama, con pelo formato dalla trama stessa. Il velluto di ordito può essere riccio, formato da sole boccole, o tagliato, con successivo taglio di tali boccole.

Occorrono tre elementi: una catena* di fondo, una catena* di pelo e una trama, su un telaio che sia munito del dispositivo a ferri, congegno con il quale si formano prima le boccole, le quali se necessario si tagliano.

L’intreccio (fig.1) è costituito dal fondo in tela e dalle boccole formate dal pelo: quest’ultimo è trattenuto da due trame vicine per evitare che scorra o si possa togliere con facilità. Un altro metodo per ottenere il velluto è definito a doppia pezza, in cui si hanno due tessuti sovrapposti a 10 mm di distanza e legati fra loro da una catena di pelo la quale, all’uscita del tessuto, viene tagliata in mezzo ottenendo così due pezze di velluto tagliato.

* Catena è sinonimo di ordito nel linguaggio tecnico dell’industria tessile.

Curiosità

Tulli e pizzi.

L’intreccio a tulle è formato da una serie di fili di catena che vengono tesi verticalmente, e tra i quali si passano sottili navette circolari che legano i fili stessi in modo da formare dei rombi esagonali. Vengono usati dei telai specifici, detti Leavers (dal nome dell’inventore), adatti alla fabbricazione dei tulli lisci per tende, veli ecc. Mentre per i tulli operati o pizzi viene aggiunto al telaio un meccanismo detto Jacquard.

Altra categoria di pizzi è quella a tombolo, cioè formati da una treccia operata, che possono essere fatti anche meccanicamente sulle macchine per trecciare, sempre di tipo Jacquard, dove ogni ogni incrocio di fili è comandato in base ad una messa in carta o una memoria elettronica.

[continua…]

Per Carreum Potentia, Franco Mazzone

Bibliografia:

_ AA.VV, Armature e tessuti, EST Mondadori vol. XII- VI.

_ A. Brunetti, Ël contrameter, Editore Parena 1990.

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