La tessitura: luoghi, persone e curiosità – 1ª parte

Telaio egizio.

Note storiche

La tessitura è un argomento molto ampio, sia in termini temporali che geografici, quindi, dopo una premessa utile a focalizzare il tema, porterò a vostra conoscenza ciò che è più attinente al Piemonte, a Chieri e il suo circondario. Raccontare la storia della tessitura è un’impresa ardua: i popoli primitivi osservando la Natura, in particolare gli uccelli costruire i propri nidi con rametti, fili d’erba e piume intrecciati, intuirono come creare falde di tessuto per coprirsi e costruire cesti e reti per svariati usi; dal Neolitico fino al Medioevo si trovano tracce di tessuti, arnesi e congegni che ci permettono delle supposizioni relative all’arte tessile (anche se non si trovano documenti specifici al riguardo).

Probabilmente, prima di realizzare fibre vegetali e animali (lino, canapa, cotone, lana, seta), l’uomo utilizzava una “falda” composta da lana grezza e altri peli di animale, mescolati e compressi: il feltro. Condizioni climatiche estreme e opposte fra di loro hanno permesso il ritrovamento e la datazione di pezzi di tessuto di lino, che risalgono a 10.000 anni or sono; alcuni frammenti sono stati ritrovati in zone calde e secche quali Egitto e Perù, oppure in luoghi molto umidi e acidi come le torbiere di Danimarca, Olanda, Germania e delle Alpi.

Occorre procedere in ordine cronologico e facendo un salto a ritroso nel tempo, che ci porta in epoche lontane, si scoprono cose interessanti: sono stati rinvenuti oggetti in pietra e legno quali un fuso, un pettine per cardare e una specie di spoletta che risalgono al Neolitico; inoltre, la più antica rappresentazione di un telaio per tessere è rappresentata su un piatto di terracotta risalente al 4400 a. C. circa, ritrovato in una tomba nei pressi di al-Bard ari, luogo che attualmente è inglobato totalmente dalla metropoli del Cairo. Il disegno stilizzato, realizzato da un’artista anonimo, rappresenta un telaio orizzontale infisso a terra, con un ordito teso tra due rulli sostenuti da quattro pioli agli angoli, tre aste di separazione con trama già inserita.

In Italia, la raffigurazione più antica giunta fino ai nostri giorni, rappresenta un telaio a pesi con palette ed è un’incisione rupestre camuna che si trova nel Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri (Località Naquane, Capo di Ponte – Bs) a Nord del lago d’Iseo.

Dal IX secolo in poi alcuni manoscritti testimoniano un approccio più “tecnico” e organizzato della tecnica, ad esempio Rabano Mauro Magnezio, abate del monastero di Fulda, è l’autore del De Rerum Naturis. In un tomo di questa Enciclopedia, composta da 22 volumi manoscritti, sono illustrati alcuni disegni corredati di didascalie per realizzare un telaio da tessitura.

Il Mito e l’arte nella tessitura

La tela più famosa è quella che Penelope tesseva di giorno e disfaceva di notte per ingannare i Proci (Odissea, II 84-110); in una stampa conservata a Torino, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti (Biblioteca Storica – Gabinetto dei Disegni e delle Stampe), l’artista, incisore e architetto Francesco Primaticcio (1503-1570) rappresentò Penelope tesse la tela con le sue ancelle. Mentre, nella Biblioteca del Seminario Vescovile di Asti, è conservato un tomo in cui sono riprodotte due xilografie dell’incisore Giovanni Antonio Rusconi (1520-1587) che raffigurano Aracne al telaio e Aracne sfida Minerva nella tessitura (Venetia, 1553 circa, ff. 60,61).

L’arte della tessitura ha ispirato molti artisti fra cui: Leandro da Ponte, detto il Bassano (1557-1622), che dipinse La filatura e la tessitura, un olio su tela conservato a Vienna nel Kunsthistorisches Museum; Jan Van der Straet, detto Stradamus (1523-1605), che su progetto del Vasari (1511-1574) raffigurò Penelope al telaio per il soffitto della Sala di Penelope di palazzo Vecchio a Firenze, un olio su tavola tonda dal diametro di 220 cm. O ancora Diego Rodríguez de Silva y Velázquez (1599-1660) che realizzò La favola di Penelope, conosciuto anche come Le filatrici, che oggi è esposta al Museo del Prado di Madrid. Nel 1884, Vincent Van Gogh dipinse Tessitore con spolatrice che si trova a Boston al Museo delle Belle Arti; anche Henry Matisse si cimentò con il tema e nel 1895 realizzò un’opera dal titolo Il tessitore bretone che è possibile da ammirare al Centro Georges Pompidou di Parigi.

Curiosità

La tessitura è l’applicazione pratica della matematica: la branca aritmetica elementare conta i fili, li addiziona e poi li divide creando due gruppi, denominati semplicemente pari e dispari; le regole della geometria servono per creare un ordito, lungo decine di metri, composto mediamente da 1.200 fili disposti perfettamente paralleli fra loro i quali vengono attraversati dal filo di trama, che opportunamente intrecciato, crea il tessuto. Il filo della trama dev’essere perfettamente ortogonale ai fili dell’ordito, pena una pezza di stoffa a sghimbescio e dagli orli sfarfallanti.

Filippo Brunelleschi elaborò i congegni di sollevamento della civiltà romana, quali gru, argani e paranchi, dotandoli di ingranaggi a pioli che, a parità di forza muscolare applicata, permettevano di spostare un carico maggiore; Leonardo trasse ispirazione e, miniaturizzando i congegni, progettò un telaio semiautomatico per la tessitura (Codice Atlantico, folio 985, recto, ex 356).

[continua…]

Per Carreum Potentia, Franco Mazzone

Bibliografia:

_ AA.VV., Chieri e il tessile: vicende storiche e di lavoro dal XIII al XX secolo, Chieri 2007.

_ G.F. Gütermann, Il telaio nell’antichità, Trofarello 2009.

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