La tessitura: luoghi, persone e curiosità – 7ª parte

Chieri, l’industria tessile “moderna”

Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’industria tessile intraprese una rapida meccanizzazione delle produzioni usando per quasi tutte le lavorazioni l’energia elettrica.

Dal 1870 l’accoppiamento della dinamo (di A. Pacinotti) alle turbine idrauliche di varia concezione (di V. Kaplan, L.A.Pelton, J.Francis) diede l’avvio alla produzione e alla distribuzione commerciale di questa forza motrice. (*)

Questi fatti risalgono agli anni immediatamente precedenti al 1900 e iniziarono ad essere consistenti per iniziativa di uomini lungimiranti i quali videro nella nuova energia il mezzo più rapido e di maggiore sviluppo dell’industria nei suoi svariati campi di applicazione.

Batteria di turbine idroelettriche dell’epoca. Da Wikipedia.

Alcuni edifici produttivi furono trasferiti nelle pianure e nelle aree urbane, dove tra l’altro, da un punto di vista sociale, si formò una classe operaia sempre più numerosa e consolidata nelle richieste per ottenere paghe adeguate, scuole serali, libero associazionismo, società di mutuo soccorso, ecc.

Mentre la maggior parte delle manifatture nelle campagne preferiva utilizzare i telai tradizionali, alcuni imprenditori decisero di importare telai elettromeccanici, acquistati in genere sui mercati svizzeri, tedeschi e inglesi, in seguito anche quelli prodotti in Italia dalle nuove aziende elettromeccaniche sorte al servizio indotto nel campo tessile.

In Italia, fu proprio il Nord-Ovest della penisola ad essere il centro della nuova industrializzazione: nel primo censimento industriale del 1911, nei soli Piemonte e Lombardia si contavano i ¾ degli occupati nel settore tessile.

In Piemonte l’energia elettrica era prodotta e distribuita da varie imprese fra cui la “Società delle Forze Idrauliche del Moncenisio”, la Società aveva sede a Torino in via dell’Arcivescovado 10.

Nel 1899 sorse a Torino un’altra società: la “Società Elettricità Alta Italia” (E.A.I.) con capitali prevalentemente stranieri, con lo scopo di produrre e distribuire l’energia elettrica alla città di Torino e al Piemonte occidentale, altre società quali “Società Idraulica del Monviso”, la “Società Idraulica Piemonte Lombardia”, la SAVE di Vercelli e la “Società Piemontese Centrale di Elettricità” si dividevano le quote di un mercato in notevole espansione.

Queste aziende furono acquisite e controllate dal 1918 dalla nuova “SIP Società Idroelettrica Piemontese” di cui accenno una breve storia: proprio nell’aprile del 1918 in seguito di un considerevole aumento di capitale con l’intervento della Banca Commerciale Italiana, la “Soc. Idroelettrica Pont Saint Martin” assunse il controllo della “Soc. Idroelettrica Valle d’Aosta” e dopo breve tempo cambiò la denominazione sociale appunto in “SIP Società Idroelettrica Piemontese”, non solo, nel triennio 1925/28, con successive acquisizioni, la SIP entrò anche nel settore telefonico e arriverà a controllare ben i 3/5 dell’industria della comunicazione.

La Soc. Forze Idrauliche del Moncenisio a Chieri

Anche a Chieri, fra il 1898 e il 1908, un gruppetto di imprenditori lungimiranti intraprese questa strada pionieristica: l’industriale Giuseppe Gallina venne convinto dal figlio Roberto a utilizzare l’energia elettrica negli edifici produttivi dell’azienda. Fu fra i primi e, coadiuvato dagli imprenditori Caselli e Maggiore, intraprese i primi contatti con la futura Società fornitrice e riuscì a coinvolgere altri industriali chieresi e il comune, per far arrivare l’energia elettrica a Chieri.

Dal Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale avente oggetto: “Circa la domanda della Società delle Forze Idrauliche del Moncenisio per il trasporto di energia elettrica a Chieri per uso industriale” si evince la determinazione dei signori Gallina, Maggiore e Caselli profusa per convincere i ventidue membri del Consiglio presieduto dal sindaco Cav. Uff. Francesco Fasano ai vantaggi che le industrie e la città stessa avrebbero ottenuto dalla nuova energia.

Tratto dal verbale:

«Il signor Gallina si riserva di iniziare la trattativa per stabilire il prezzo con la Società fornitrice per una linea di 30mila volt, dichiara che nelle precedenti trattative non mancò di preoccuparsi delle necessità della piccola industria, ottenendo che la forza motrice verrà distribuita anche agli impianti minori, mentre il signor Maggiore raccomanda vivamente al sindaco di interessarsi presso la Regia Prefettura affinché la domanda non sia presa in considerazione se prima non si avrà la certezza di in prezzo conveniente della forza motrice, la possibilità della sua applicazione nelle imprese tessili, comprese quelle piccole a conduzione famigliare con uno o due telai e cita come esempio alcuni centri manufatturieri della Lombardia.

Il sindaco assicura ai proponenti che nulla sarà trascurato perché l’impianto avvenga nelle migliori condizioni possibili per l’industria locale.»

Questa assemblea, che ebbe un esito favorevole, avveniva il 26 maggio 1908, la delibera entrò in vigore il 19 giugno 1909 in virtù del decreto firmato dal Dottor Cav. Vittorelli, Prefetto in carica.

Curiosità

Per realizzare tale opera ingegneristica, nel rispetto della “legge 232” in vigore all’epoca“sulla trasmissione a distanza delle correnti elettriche” occorrevano i pareri favorevoli dei Comuni di Torino, Pino Torinese e Chieri, inoltre il nullaosta della Deputazione Provinciale, della Direzione delle Strutture telegrafiche e telefoniche, della Direzione Compartimentale F.S. e del Genio Civile.

Nel frattempo si erano perfezionati i rapporti fra i firmatari (industriali, Comune di Chieri e Società fornitrice) con il vademecum Condizioni per la locazione dell’energia elettrica di ben trentacinque articoli di cui ne cito alcuni:

*«La “Società Forze Idrauliche del Moncenisio” provvederà e sue cure e spese alla costruzione e alla manutenzione della linea di derivazione a …….volt fino al muro di cinta dello stabilimento del richiedente.»

*«La fornitura avrà luogo tutto l’anno e sarà continua per ore….dalle ore….alle ore…. Con facoltà della ditta fornitrice di sospendere per 1 ora fra le 12.00 e le 14.00 di tutti i giorni feriali.»

*«Sono ammesse le seguenti interruzioni volontarie del servizio: dal 1 agosto al 30 settembre di ogni anno, tutti i giorni civilmente festivi per una interruzione di 24 ore.

Dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno in tutti i giorni civilmente festivi è ammessa una interruzione volontaria di 6 ore»

Inoltre, una clausola del contratto di fornitura, impegnava i contraenti utilizzatori ad un consumo complessivo minimo di 250 kW, la città di Chieri si impegnava a coprire eventuali carenze dei consumi pur di arrivare alla soglia minima pattuita, nonostante ciò, anche gli stessi industriali pagarono in un primo tempo, una quantità di energia superiore al consumo pur di raggiungere il consumo contrattuale.

In tempi successivi la rete elettrica andò ad espandersi e dalla cabina centralizzata di Chieri partirono gli elettrodotti da 3500 volt in direzione di: Cambiano, Santena, Villastellone, Riva di Chieri (oggi Riva presso Chieri), Andezeno – Moriondo, Pecetto – Revigliasco e ancora: Cambiano – Poirino. Riva di Chieri – Pessione, Andezeno – Arignano – Mombello, Mombello – Moriondo.

I telai elettromeccanici funzionarono per la prima volta nella ditta Fasano già alla fine del 1909, seguita dai fratelli Tabasso e dai Lazzero, il Commendator Gallina fu il primo imprenditore ad utilizzarli per la produzione di copriletti.

Per Carreum Potentia, Franco Mazzone

Bibliografia:
_ AA. VV., Scienziati e Tecnologi, Arnoldo Mondadori Editore, 1976.

­_ Archivio Storico di Chieri ASC, art. 458, n° LP465, 1908.

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