La Villa “Cipresso” (1750). 

È una delle più belle ville di Chieri. Sorge lungo il costone che divide la valle del Tepice con quella del Rio Pasano, a metà strada tra Chieri e Pino Torinese sulla strada per Superga. Il fabbricato civile destinato ad abitazione occupa la manica rivolta a mezzogiorno ed è composto da un corpo centrale a tre piani fuori terra sormontato da un timpano triangolare dietro il quale si nota una torretta belvedere di forma quadrangolare. Il parco è attraversato da due viali e l’accesso alla villa avviene attraverso quattro cancelli in ferro limitati da alti pilastri in laterizio.

Nella seconda metà del ‘600 il terreno su cui sorge la villa apparteneva alla famiglia Gayotto di Chieri che, tra il 1670 ed il 1695, vi costruì una cascina che nei catasti del 1703 veniva definita vigna con fabbrica. Di questo secolo non sono rimaste tracce nell’immobile. In seguito ad un dissesto economico della famiglia Gayotti, la villa venne ceduta ai creditori uno dei quali, Giovanni Collo, acquistò tutte le quote di proprietà che lasciò agli eredi.

Nella prima metà del ‘700 è già presente una chiesetta, non quella attuale, nella quale era conservata una pala d’altare raffigurante la Vergine con il Bambino in braccio, san Francesco e santa Francesca Romana. Questa tela venne attribuita al Moncalvo e qualche anno fa è stata rubata.

Nel 1732 la villa viene venduta a Pietro Enrico Martin. Alla sua morte, nel 1753, la villa viene ereditata da Melchiorre, suo figlio primogenito che la trasforma radicalmente con l’aiuto di Bernardo Vittone. la Famiglia Martin la trasformò in un semplice ma elegante edificio a tre piani, fiancheggiato sulla sinistra da una cappella che forse ne sostituiva una più antica. Risalgono a questo periodo il corpo centrale a tre piani, la cappella (collegata al primo da un portico), il parco e i cancelli d’ingresso. Nel testamento di Melchiorre Martin compare per la prima volta la dizione di Villa del Cipresso.
Melchiorre Martin, a sua volta lascia in eredità la villa al figlio Luigi che nel 1797 la rivende al banchiere Francesco Saverio Morelli il quale fa costruire il padiglione detto “padiglione turco” simmetrico alla cappella, e le due ali laterali al fabbricato principale. Al banchiere Morelli si deve anche il completamento del rustico e del cortile posteriore.                

Gli ultimi significativi interventi alla villa si hanno alla metà del ‘800 quando proprietario dell’immobile è Giuseppe Radino: il giardino, la voliera, degli affreschi in alcuni spazi interni alla villa, e la torretta quadrangolare costruita per seguire una moda dell’epoca. Alla morte di Giuseppe Radino la villa è passata agli eredi senza subire ulteriori interventi architettonici e fu lentamente abbandonata all’incuria del tempo e dei ladri. Solo negli ultimi anni si è provveduto ad una ristrutturazione e suddivisione in diverse particelle immobiliari e resa nuovamente idonea ad essere abitata. Oggi la villa è trasformata in condominio.

 

              

 

 

 

Iscrizione al corso Carreum Potentia

Chieri da conoscere

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Iscriviti qui sotto

Compila il form qui sotto per iscriverti al corso