Legami tra Villanova d’Asti, Chieri e Venezia

Chiesa dei Savi, Villanova d’Asti.

Villanova d’Asti e la Serenissima

Il torrente Traversola non è proprio il Canal Grande, ma vogliamo attaccarci a queste sottigliezze? Villanova vanta un passato in comune e di relazioni con la Serenissima: come a Venezia infatti, alcune reliquie di San Marco arrivarono a Villanova d’Asti. La notizia è tratta da uno studio pubblicato nel 1970 per Studi Veneziani da Antonio Niero, un’autorità nel campo degli studi marciani. Nel paese le reliquie furono presumibilmente conservate – dato il nome- nella Chiesa di San Marco Evangelista della frazione Savi. Le origini e la data di fondazione della chiesa sono incerte e credo si possa ipotizzare che sia stato proprio per accogliere i resti del santo che l’edificio fu commissionato. Ai Savi la festa patronale di San Marco si celebra con una messa ed una piccola processione il 25 aprile, giorno dedicato al santo. Nel mese di luglio, la celebrazione riparte con sagra e gara di bocce. In modo profano la presenza del santo a Villanova è echeggiata nell’onomastica locale. Un esempio? Lo storico Albergo San Marco su via Roma che oggi non c’è più.

In Italia, oltre che a Villanova e Venezia, altre reliquie di San Marco sono state segnalate a Cropani in Calabria, S. Angelo Scala vicino Avellino, S. Marco a Roma, Caravaggio, Oriago e Cavernago di Bergamo, portate in quest’ultima località dal famoso condottiero Colleoni. Altre parti del corpo del santo sono attestate in Francia e al Cairo in Egitto.

 

Come e perché Villanova si ritrovò ad ospitare parte dei resti del santo simbolo di Venezia? Non sono riuscita a trovare fino ad ora indicazioni attendibili. Quello che però è certo è il forte interesse mostrato dalla Repubblica Veneziana sulle sorti di Villanova. La Serenissima monitorava le vicende del paese in quanto queste potevano servire da termometro per valutare le ripercussioni sulla Repubblica risultanti dalla rivalità tra francesi, spagnoli e Savoia. Marino Sanuto (m.1536), il grande storico di Venezia che, oltre a scrivere altre opere, tenne un diario giornaliero (in 58 volumi!) degli eventi del suo tempo, vi menziona accadimenti a Villanova nel settembre del 1525: dal riportare visite di dignitari al segnalare la comparsa di bandiere spagnole in paese. Il 10 settembre 1528 Andrea Navagero, diplomatico e spia per conto della Serenissima, inviò a Venezia un dispaccio informativo da Villanova. Nel 1566, 1583 ed il 1601 altri ambasciatori veneziani scrissero rapporti sulla corte dei Savoia per il loro senato in cui inclusero osservazioni sulle capacità difensive di Villanova “essendo questa fortezza, per le paludi e per una gran spianata che la circonda, in sito poco meno che inespugnabile” (dal rapporto di Costantino Molin, 1583). Tra i più illustri ambasciatori veneziani che passarono per il paese ci fu Alvise Sagredo (m.1688), inviato a Torino per conoscere Carlo Emanuele II, duca di Savoia. Sagredo fu a Villanova tra l’1 e il 2 settembre 1662. Informata del suo arrivo in paese, la corte sabauda mandò in paese una delegazione che accompagnò il dignitario veneziano fino a Chieri dove fu ospitato a Palazzo Tana. Asti aveva fatto una figuraccia: l’ambasciatore aveva annunciato il suo arrivo ma non c’era nessuno ad accoglierlo. Di quel giorno a Villanova l’ambasciatore mandò un dispaccio a Vostra Serenità:

«Hieri col favore del Signor Dio giunsi felicemente in Villanova, piazza forte del duca di Savoia distante non più che dieci miglia da Torino…Questa notte poi è sopraggionto qui [a Villanova] corriero dalla Corte…sin che capii il conte Muratore maestro delle cerimonie… essendo egli comparso con le carrozze di Corte, et accompagnamento adequate a levarmi, e condurmi questa sera a Chieri, dove intendo che sia anco preparato l’alloggio per ricevermi». Sagredo parlò nuovamente del paese in una lettera successiva, «Col precedente dispaccio scritto da Villanova significai a Vostra Serenità il mio arrivo in Piemonte…Fu dunque il detto conte, ch’è primo maestro di cerimonie, et Introduttore degli ambasciatori…a levarmi a Villanova con le carrozze e staffieri di livrea del duca…Et come partendo da Villanova quelli sindaci (oltre la dimostrazione di regalo di rinfresco [ancora una volta un scorpacciata villanovese]) con qualche seguito montorono a cavallo, e m’accompagnarno alquante miglia fuori, testimoniando l’aggradimento del mio arrivo».

Notare che per Sagredo l’arrivo a Villanova significò l’ingresso in Piemonte.

 

Il legame tra Venezia, il Veneto ed il territorio villanovese è continuato nel tempo non più o solo con la presenza di ambasciatori ma con l’arrivo di mercanti di tessuti e, nel dopoguerra, quello di veneti in cerca di lavoro. A Chieri, in seguito a questa immigrazione, è sorto Borgo Venezia al centro del quale a luglio del 2022 è stato eretto un monumento raffigurante una gondola, opera dell’artista di origine veneta Leonardo Guerrino Zago. E così la storia di Chieri è oggi simbolicamente legata a quella di Villanova anche da una gondola. In futuro Villanova e Venezia scambieranno ‘ambasciatori’ che arriveranno non in carrozza e livrea ma in bicicletta e tutina in lycra quando la pista ciclabile Torino-Venezia (VENTO) sarà completata.

Dove sono oggi le reliquie villanovesi di San Marco? Che memoria se ne ha in paese?

Notizia già condivisa con il gruppo FB Villanova d’Asti “Cultura e Turismo” per dar credito a VdACT.

Ringrazio la Dott.ssa Claudia Favaron della Fondazione Cini di Venezia per avermi gentilmente inviato gratuitamente la copia dell’articolo di Niero. Grazie anche agli avventori del Circolo di San Marco ai Savi per la recente chiacchierata sulle attività per la festa patronale.

Le immagini: vedute della Chiesa di San Marco Evangelista ai Savi; formella con il leone simbolo di Venezia sulla facciata di una casa di Villanova.

Itinerari straordinari. Una gita da Villanova a Venezia fa sempre bene. Andare in cerca delle altre reliquie di San Marco nelle altre località italiane oppure recarsi in Francia a Limour, Liesis, St Aubert, Marsiglia, Soisson, Glairvaux, Cambrai e Tournai. Per i più avventurosi: destinazione il Cairo. Anduma!

Per Carreum Potentia, Delia Cortese

 

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