Luigi Cibrario

Giovanni Antonio Luigi Cibrario nacque a Torino il 23 febbraio 1802. Dopo avere frequentato il Collegio del Carmine, nel 1819 ottenne una borsa di studio al Collegio delle Provincie della capitale sabauda, grazie alla quale poté frequentare l’Università. Durante quegli anni fu raccomandato a Prospero Balbo (ministro degli Interni e magistrato per la Riforma degli Studi, organismo di controllo della scuola), che divenne il suo protettore.

Nel gennaio 1824 si laureò in belle lettere, conseguì anche il dottorato in diritto civile e canonico, e fu assunto come applicato volontario alla Segreteria di Stato agli affari interni, dove iniziò la sua carriera di funzionario; con questa esperienza acquisì notevole competenza nella amministrazione burocratica.

Amava anche la poesia e nel 1825 ne pubblicò un volume. Entrò nelle grazie dei Savoia quando scrisse un’ode per la nascita del figlio di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele. Nello stesso anno pubblicò le Notizie sopra la storia dei principi di Savoia, pensate per la scuola e Carlo Felice lo ricompensò concedendogli nel 1826 il titolo d’intendente, insieme alla reggenza di una divisione della Segreteria di Stato agli interni, e nominandolo conte.

Nel 1827 pubblicò Delle Storie di Chieri, ancora oggi ritenuto un testo di sicuro riferimento per gli studiosi. L’opera gli era stata suggerita dal Balbo che, per l’origine chierese della sua famiglia, possedeva e gli mise a disposizione molti documenti.

Il 4 febbraio 1828 sposò a Torino, nella Chiesa dei Santi Martiri, Marina Turinetti, dalla quale ebbe sette figli (di cui solo tre, però, un maschio e due femmine, giunti all’età adulta).

Nel 1829 diventò sostituto procuratore del re. La possibilità di accedere ai documenti d’archivio lo fece appassionare alla storia dei Savoia, tanto che Carlo Alberto gli conferì anche l’incarico di recarsi in Svizzera e in Francia a cercare antichi documenti della dinastia sabauda; così cominciò a scrivere articoli, memorie, sintesi, che pubblicò nel 1840 col titolo di Storia della monarchia di Savoia, cui fece seguire la celebre Storia di Torino.

Molto benvoluto e stimato, fu chiamato ad diversi altri importanti incarichi: fu direttore dell’Accademia delle Scienze e Cavaliere della S.S. Annunziata e il re Carlo Alberto lo volle presso di sé anche ad Oporto per conferirgli rilevanti incarichi politici.

Eletto senatore del regno nel 1848, fu ministro delle finanze nel governo d’Azeglio e, quando il Piemonte partecipò alla guerra di Crimea, sostituì Cavour come ministro degli Esteri. In collaborazione con D’Azeglio e Cavour, si dedicò all’economia e all’agricoltura piemontese. Nel 1856 fu nominato Primo presidente onorario di Corte d’appello. Era massone e nel 1860 fece parte della loggia “Ausonia e nel 1863 della loggia “Cavour”, entrambe di Torino. Nel 1869 presiedette la Commissione Cibrario, istituita per analizzare vari problemi archivistici ed elaborare un regolamento delle biblioteche governative.

Nonostante gli impegni di lavoro, non abbandonò mai le ricerche sulle famiglie piemontesi e sul dialetto della nostra regione. Tra le sue opere ricordiamo anche “Documenti, sigilli e monete appartenenti alla storia della monarchia di Savoia raccolti in Savoia, in Isvizzera ed in Francia” e “Sigilli dei principi di Savoia”. Sul Medioevo pubblicò una notevole opera: “Economia Politica del Medioevo”.

Morì a Trebbiolo del Garda il I° ottobre 1870.

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