Marta Tana

Dipinto – Ritratto di Marta Tana di Santena – Castiglione delle Stiviere – Collegio delle Vergini di Gesù – Museo Aloisiano

Tra le donne chieresi degne di essere menzionate per la loro forte personalità un posto di rilievo è senz’altro da riservare a Marta Tana, marchesa consorte di Castiglione delle Stiviere (Chieri 1550 – Solferino 1605).

Undicesima e ultimogenita figlia del barone Baldassarre Tana di Santena e di Anna Della Rovere signori di  Vinovo era cugina del cardinale Girolamo Della Rovere arcivescovo di Torino. Fu Dama di compagnia della regina Elisabetta di Valois, terza moglie di Filippo II di Spagna. A corte conobbe e sposò l’ 11 novembre 1566, don Ferrante Gonzaga, primo marchese di Castiglione delle Stiviere dal quale ebbe otto figli, sette maschi e una femmina chiamata Isabella in onore della regina di Spagna, che morirà monaca all’ età di 15 anni a Madrid.

La precoce vocazione religiosa del primogenito Luigi (o Aloisio) per diventare Gesuita fu inizialmente ostacolata dal padre che lo aveva destinato a capo del casato, ma la madre appoggiò con determinazione la scelta del figlio, che divenne così membro della Compagnia di Gesù e uno dei più grandi santi del periodo della Controriforma.

Di tutt’altra natura fu il secondogenito Rodolfo – marchese di Castiglione per rinuncia del fratello gesuita – il quale fu seguito con attenzione e fermezza dalla madre che cercò di impedire le sue malefatte (dall’assassinio dello zio Alfonso, marchese di Castel Goffredo alla falsificazione di moneta pontificia). Assassinato anch’egli in giovane età, fu sepolto in terra sconsacrata; soltanto dopo sei anni Marta Tana ne ottenne la riabilitazione.

Nella notte tra il 18 e il 19 agosto 1597, un gruppo di congiurati prezzolati per abbattere il potere di Francesco Gonzaga, signore di Castiglione, penetrarono nel castello di Solferino e rapirono Marta Tana e l’ultimogenito Diego, allora quindicenne, con l’intento di utilizzarli per farsi aprire le porte di Castiglione e uccidere Francesco. Marta Tana rifiutò con fermezza di assecondare i loro piani contro il figlio Francesco. I congiurati uccisero quindi Diego con un colpo di archibugio e infierirono su Marta Tana con varie pugnalate. L’assalto al castello fallì e Marta Tana, dopo alcuni giorni di agonia, riuscì miracolosamente a salvarsi. Marta si ritirò nel castello di Solferino, continuando a svolgere atti pacificatori tra i vari rami della famiglia Gonzaga.

Marta Tana continuò negli anni successivi a esercitare un ruolo pacificatore all’interno dei dissidi tra i Gonzaga fino alla sua morte. In quei giorni Marta Tana era già al corrente della prossima beatificazione del primogenito Luigi, avvenuta da parte di papa Paolo V solo 24 giorni più tardi. Fu sepolta inizialmente nel Convento di Santa Maria alle porte di Castiglione e successivamente, nel 1804, nel Duomo di Castiglione di fronte all’altare maggiore.

 

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