Mondo Michele e Francesco

Nell’immagine Mondo Michele e Francesco e il pannello sul portone di casa dei Mondo.

 

In una fredda domenica del novembre 1957 un chierese riceveva dalla sua città, evento piuttosto raro, il caloroso riconoscimento per l’attività di tutta una vita.

Infatti, nella Sala Consiliare del Municipio, alla presenza delle autorità e di un folto pubblico, il Sindaco, avv. Bruno, consegnava la medaglia d’oro al Maestro Michele Mondo.

Notissimo tra i concittadini del suo tempo (e non solo tra loro, come vedremo), vogliamo qui ricordarne la figura ai chieresi d’oggi.

Nacque a Chieri il 13 giugno 1883, in un povero alloggio che i genitori avevano in affitto (situazione comune a tante famiglie chieresi) in via Albussano.

Il papà Francesco (nato il 24/7/1860 e morto il 31/12/1938) e la mamma Maddalena Olivero, come tutti allora, per vivere lavoravano duramente, ma di Francesco Mondo è qui d’obbligo segnalare la particolare passione per il canto e per la musica, coltivata rubando ore al riposo.

Con dedizione e impegno fu Francesco infatti, nel 1887, a fondare insieme ad altri operai chieresi una Schola Cantorum intitolata a Santa Cecilia, eleggendone come primo presidente l’industriale chierese Vincenzo Caselli.

Il sodalizio seppe presto guadagnarsi in città una certa fama, soprattutto per la precisione e la passione con cui eseguiva inni sacri e canti, in occasione di celebrazioni religiose e civili. Francesco, direttore e anima del coro, seppe catalizzare l’impegno dei suoi cantori, riunendoli per le frequenti prove proprio nel suo alloggio, alla sera, dopo le fatiche di una giornata di lavoro.

A partire dal 1900, la Schola Cantorum partecipò, con sempre maggior frequenza, a diversi concorsi canori, anche internazionali, ottenendo ottimi risultati, grazie alla costanza e all’impegno nella preparazione tecnica.

Famosa fu, per portare solo un esempio, nel 1906, la partecipazione dei suoi 30 cantori al III Concorso Internazionale di Milano, gareggiando contro gruppi anche più numerosi. Alla vigilia il morale era piuttosto basso: senza neanche i mezzi economici per dotarsi di una divisa, i chieresi ammiravano (e un po’ invidiavano intimoriti) l’abbigliamento dei concorrenti. Anche questa volta però fu un successone: 1° premio per la lettura a prima vista, 1° premio per l’esecuzione e 2° premio d’onore. Il Maestro Francesco Mondo, che aveva saputo trascinare al successo i suoi coristi, ma soprattutto aveva guidato la loro perfetta preparazione tecnica (anche senza divisa!), venne insignito di un premio speciale. Il ritorno a Chieri fu un vero trionfo e del festoso ricevimento che loro fecero autorità e popolazione, sul piazzale della stazione, si parlò per lungo tempo.

Tale padre, che riusciva così bene a motivare e animare i suoi coristi, ebbe evidentemente anche sul figlio primogenito una grande influenza. Il giovane Michele crebbe, come si suol dire, a pane e musica. Grazie all’aiuto di alcuni amici di famiglia, intraprese con passione gli studi al Conservatorio di Torino, arrivando a diplomarsi in pianoforte, organo e composizione.

In particolare proprio nella composizione il Maestro Michele Mondo ottenne i migliori successi. Infatti, già dal 1915 iniziò la pubblicazione di sue opere musicali sulla stampa specializzata, a partire dal famoso periodico della “Sorgente Musicale Carrara” di Bergamo. La sua attività continuò ininterrotta per 50 anni, fino quasi alla sua morte.

Grazie all’interessamento del can. Giacomo Chiaffrino, amico di famiglia ed estimatore dell’attività della Schola Cantorum, papà Francesco aveva ottenuto in dono una casa, come riconoscimento per la sua attività. Nella nuova abitazione, all’angolo tra via Albussano e la piazza Mazzini, aveva trovato maggiore spazio l’intera famiglia: con lui e la moglie Maddalena abitavano i due figli Michele e Luigi, la moglie di Michele, Cecilia Masera e i figli che nacquero dal loro matrimonio: Carlo (n. 1916) e Maria (n. 1923).

Anche le frequenti riunioni di prova della Schola Cantorum ebbero così una migliore sistemazione, visto che nel piccolo cortile un pozzo forniva in estate l’acqua fresca per preparare la bibita alla menta, mentre in inverno i coristi potevano corroborarsi con una bottiglia di vino schietto, prodotto in casa comprando dai vicini l’uva di una certa vigna delle Rocchette (verso Andezeno).

Alla morte del padre (1938), Michele gli subentrò nella direzione della Schola Cantorum. Nel frattempo già rivestiva il ruolo di Maestro di cappella e organista in Duomo ed in molte altre chiese chieresi. Un’intera generazione di concittadini lo conobbe come insegnante di musica presso le scuole pubbliche (avviamento professionale) ed inoltre come direttore e fondatore, con alcuni amici appassionati, dell’orchestrina “Amici della Musica”, che non perdeva occasione per animare eventi e spettacoli.

Ma, come già accennammo, fu la sua opera di compositore che lo fece conoscere e stimare a livello nazionale e non solo. Diede vita a oltre 500 composizioni: 40 operette, circa 100 scherzi comici, 50 composizioni per organo, Messe, mottetti, laudi, cantici vari. Tra le sue opere citiamo “Coenantibus”, mottetto a quattro voci, che venne anche trasmesso dalla radio nazionale statunitense “NBC”, ma non possiamo ignorare l’inno “Te Madre di Grazia”, dedicato alla Madonna delle Grazie, patrona di Chieri e composto per il III centenario del Voto (1630-1930) formulato in occasione della terribile epidemia di peste. Con le parole del teologo Giovanni Aimerito, ancora oggi si canta annualmente durante la ricorrenza del Voto, il secondo lunedì di settembre, nel Duomo gremito di chieresi.

Michele Mondo morì a Chieri, nella casa di via Albussano, il 30 maggio 1965. Come già suo padre, fu persona di grande fede, schiva e modesta, e pur arrivando con le sue opere a una certa notorietà, non cercò onorificenze (ricevendone peraltro, come dicemmo in apertura), ma semmai semplicemente l’amicizia di tutti.

Consigliamo a chi non conobbe i Mondo (padre e figlio), una breve visita in via Albussano, passando davanti alla casa che abitarono per tanti anni. Si potrà almeno ammirare il portoncino, oggi al civico n. 46, vicino all’angolo con piazza Mazzini, che dava accesso non solo alla loro abitazione, ma anche al luogo delle lunghe e appassionate prove di canto dei coristi. Sui suoi pannelli in legno vedrete essere finemente rappresentata un’allegoria musicale: mai decorazione fu più appropriata.

Buona passeggiata.

 

Franco Martini (il brano è tratto dal Dizionario biografico dei Chieresi illustri, biografie sintetiche ed essenziali di personaggi nati a Chieri sino a fine Ottocento, Chieri, 2010.

 

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