Odissea nel cielo chierese

Foto presa da un articolo che ritrae il biplano monomotore Beech 17 a 5 posti su cui Orson Welles, Lea Padovani e Michael Thor volarono.

20 settembre 1948. Un aerotaxi carico di divi atterra in un campo di fortuna a Chieri, in regione Gionchetto. Orson Welles, Lea Padovani e il baritono americano Michael Thor scendono dall’aereo che aveva avuto un guasto meccanico e chiedono: «Dove siamo»?

Ecco come i giornali dell’epoca, la “Gazzetta del Popolo” e “La Stampa”, il giorno dopo raccontano l’avventura:

«Un folto gruppo di attori del cinema e di registi ha trasformato Torino in una piccola Hollywood. Sono giunti, infatti, Anna Magnani, Roberto Rossellini, Orson Welles, Lea Padovani e Michael Thor. La Magnani e Rossellini, in giornata con un treno delle “Ferrovie dello Stato” da Roma. Orson Welles (in compagnia di Lea Padovani e del baritono americano Michael Thor), invece, per non venire meno anche in questa occasione alla fama di uomo estroso e bizzarro, in modo insolito e romanzesco, dopo un viaggio ricco di incidenti e di sorprese. Il suo arrivo a Roma era previsto per le 18:00 del 20 settembre, ma alle 19:00 nessuna traccia del grande attore-regista e compagni di viaggio era visibile nei cieli dell’Italia Centro Settentrionale. Il suo aereo non dava segni di vita; era partito da Roma alle 17:05 e aveva subito trovato un fortissimo vento contrario. Da La Spezia in poi, cumuli di nubi ne ritardarono ancora il volo. Finalmente il Comandante-Pilota, Fausto Bernardi, dopo più di un’ora di volo cieco, poteva riconoscere il corso del fiume Tanaro e successivamente Bra. In quel momento la bussola smise di funzionare. Orson Welles e soci a quell’ora avrebbero già dovuto essere a Torino, mentre invece il pilota faticava a trovare con volo a vista il corso del Po. E faticò tanto che alle 19:45, intravista tra il passaggio dall’una all’altra nube una cittadina, decideva di tentare un atterraggio di fortuna, non prima di averla sorvolata per circa un’ora per trovare un campo dove poter atterrare. Passeggeri tutti legati ai seggiolini e tutti d’accordo di tentare l’avventura. L’Ibis-Redibis, così era immatricolato il biplano monomotore Beech 17 a 5 posti, con manovra perfetta planava dolcemente in un prato, in regione Gionchetto, nei pressi della strada per Cambiano, e dopo aver rullato per un centinaio di metri si fermava senza danno alcuno. Grandi applausi e ringraziamenti al bravissimo Comandante Bernardo, impassibile nella sua tuta bianca.

L’avventura per i tre divi era terminata nel migliore dei modi. Cominciavano le note della celebrità. Tra i primi ad accorrere il rag. Persico ed il figlio Franco, titolari di un mulino poco distante dal Gionchetto, i quali non tardarono a riconoscere negli aviatori i tre famosissimi artisti piovuti dal cielo. Giungevano pure i Carabinieri della locale Stazione ed una gran folla che, col naso all’insù, aveva assistito ai lunghi giri dell’aereo sulla città. Con la Lancia Aprilia del rag. Persico, alla guida Franco, il terzetto raggiungeva l’albergo Piemonte di Pino Torinese. Altro bagno di folla. Un drink per rinfrancarsi dallo spavento e poi di corsa all’allora famoso “Giardino Danza Moda” al gran ballo di beneficenza per i bimbi della “Casa del Sole”. Sono le 22:50, Orson Welles, Lea Padovani, pallidissima e bellissima, e Michael Thor, entrano nel locale sfolgorante di luci e strapieno di gente.

Non avevano avuto il tempo di cambiarsi gli abiti da viaggio. I bagagli, numerosissimi, erano rimasti a Chieri. Orson Welles, oltre al caratteristico pizzo, aveva il volto coperto da un centimetro di barba in quanto stava girando “Cesare Borgia” per la regia di Henry King. Assalto di ammiratori e cacciatori d’autografi. Al termine della serata, Anna Magnani e Lea Padovani consegnarono le offerte a favore dei bimbi ammalati. Due secchielli da champagne colmi di biglietti da mille e applausi fino a tarda ora».

L’avventura chierese di Orson Welles ebbe uno strascico amministrativo. In data 2 ottobre 1948, il Comandante Fausto Bernardi scrisse, tramite la “Gazzetta del Popolo”, una lettera aperta a Orson Welles, deplorando l’atteggiamento fiscale del suo procuratore-amministratore, che trovò mille scuse per non pagare alla compagnia aerea I.O.P.E.S, con sede in Roma in via Santi Apostoli, 81, il viaggio terminato a Chieri, anziché a Torino: la lettera terminava così: «La mia società di fronte all’odiosità della questione, rinunciò al denaro e alle discussioni».


Per Carreum Potentia, Claudio Reineri

Fonti:
_ Gazzetta del Popolo, 21 settembre 1948.
_La Stampa, 21 settembre 1948.

Tratto da: Cronache del ‘900 , in Zibaldone Chierese 1. Fatti, luoghi e personaggi, SGI Torino 1993.

Il libro è disponibile presso la sede dell’Associazione culturale Carreum Potentia – ODV nei sabati di apertura al pubblico (per il calendario delle aperture consultare il sito alla sezione “Contatti”).

 

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