L’Associazione culturale Carreum Potentia, grazie al lavoro di alcuni soci, ha pubblicato nel 2016 un piccolo libretto contenente il censimento e la documentazione delle tracce architettoniche, ancora esistenti e visibili ai passanti, della Chieri Medievale. Qui riportato in puntate.

25 – Locanda della Campana
via Vittorio Emanuele 50
La casa in origine era un edificio tardo trecentesco adibito a locanda, che ancora oggi conserva tracce di una bifora gotica nella parte verso strada. Era a pianta lineare a cui vennero poi aggiunti corpi minori ottenendo così l’attuale pianta quadrata con cortile. La famiglia Benso, insieme ad altri beni, possedeva anche questo edificio. Questo è l’albergo che ha avuto probabilmente vita più lunga tra tutti quelli che sorgevano a Chieri in quegli anni, in quanto lo si trova ancora nominato nei documenti nel 1797 all’epoca giacobina. Invece nell’epoca napoleonica era adibito ad abitazione privata di proprietà della famiglia Montefamerio. La Locanda della Campana era il posto prescelto dal comune per alloggiarvi gli ospiti a carico del municipio.

26 – Casa Villa di Villastellone
via Vittorio Emanuele 64, angolo via S. Domenico 2
Mercanti e banchieri, i Villa vivevano tra la Savoia e le Fiandre, dove avevano diversi banchi di prestito più qualche proprietà a Chieri, site nel quartiere Gialdo. Il palazzo, già di Adriano ed Oberto Villa, ha due corpi con fronte su via Vittorio Emanuele uniti con un scala angolare. La casa ha tre piani con solai in legno nascosti da contro-soffittature. La facciata mostra due cornici marcapiano in cotto formate da archetti intrecciati con motivi a losanghe disposte in croce e roselline. Cornici ogivali in cotto ornano il piano nobile. Il piano terra non è stato alterato dalla presenza di negozi, come invece è successo a una più antica parte della casa di fronte alla chiesa omonima. Su di esse troviamo un frammento di cornice antica decorato con una cornice a palmette, come quella del portale della chiesa suddetta. Nella seconda metà dell’Ottocento passò alla famiglia Levi.
Per Carreum Potentia, Stefania Allora, Ezio Caligaris, Giulio Civera e Vincenzo Tedesco