L’Associazione culturale Carreum Potentia, grazie al lavoro di alcuni soci, ha pubblicato nel 2016 un piccolo libretto contenente il censimento e la documentazione delle tracce architettoniche, ancora esistenti e visibili ai passanti, della Chieri Medievale. Qui riportato in puntate.

27 – Casa dei Solaro – Ex Ghetto della comunità ebraica chierese
via della Pace 6-8
Appartenenti alla famiglia Solaro, nel secolo XVI queste case furono vendute e servirono per alloggiare le truppe francesi che avevano occupato la città. Dal 1724 divennero sede del ghetto ebraico, quando i Savoia adottarono leggi restrittive sulla residenza degli Israeliti. La comunità ebraica lo abitò fino all’emancipazione del 1848 (Statuto Albertino). Presentano finestre gotiche, cornici in cotto di tipo arcaico, e una scala-loggia con archi acuti alternati ad archi a tutto sesto sorretti da pilastrini con capitelli in cotto. L’ingresso è un androne a botte. La comunità ebraica adattò a Sinagoga un’ala delle case al secondo piano. Vi è un cortile, di grande suggestione, coperto dall’acciottolato tradizionale. Su un lato, due pilastroni circolari sono ornati da un capitello in cotto formato da cordoli, svasature e fiorami, di recente recuperati. Sulla facciata della manica che dà su via della Pace, sono state rimesse in luce alcune eleganti grandi bifore.

28 – Cosiddetta „Casa del Rabbino“
via della Pace 6
L’edificio divide in due le dimore dei Solaro, è detta del Rabbino perché probabilmente egli vi risiedeva con la famiglia. Presenta tre piani fuori terra, con finestre ogivali e cornici in cotto. Su tre fronti e sulla torre della scala vi sono tracce di intonaco originale. È ornata da un balconcino di ferro battuto. La casa conserva intere tutte le sue caratteristiche gotiche, davanti verso la via vicinale e verso il cortile si affaccia con due piani di ballatoi in legno. Nell’angolo vi è una torre gotica, con una scala, decorata da piccole finestre con cornici in cotto. Un recente restauro ha cancellato le tracce di un intonaco bicromo e ha compromesso i solai in legno. Verso la via Secearia (attuale via della Pace) vi era probabilmente un portico con merli a coda di rondine (ne rimangono due). Questa fu scelta per essere copiata nel borgo medievale del nel parco nel Valentino di Torino in occasione dell’esposizione del 1884.
Per Carreum Potentia, Stefania Allora, Ezio Caligaris, Giulio Civera e Vincenzo Tedesco