L’Associazione culturale Carreum Potentia, grazie al lavoro di alcuni soci, ha pubblicato nel 2016 un piccolo libretto contenente il censimento e la documentazione delle tracce architettoniche, ancora esistenti e visibili ai passanti, della Chieri Medievale. Qui riportato in puntate.

21 – Casa Balbo-Bertone
Via Vittorio Emanuele 44
La casa è posta su quattro piani fuori terra con finestre tipicamente medievali e pianta a L. Non si sa chi la costruì, anche si può dedurre che fosse uno dei possedimenti della famiglia Balbo Bertone, poiché all’epoca possedeva alcune proprietà nei luoghi in cui è sito l’edificio. Al piano nobile presenta una finestra a forma di bifora ogivale sormontata da una cornice. La fattura richiama molto, anche se meno elaborata, la cornice del portone d’entrata della chiesa di San Domenico, per cui possiamo dedurre che la casa e la chiesa sono state erette nello stesso periodo. Alla destra vi sono ancora i resti di una finestra di dimensioni simili. Nei piani superiori le finestre diventano sempre più piccole, come era d’uso a quei tempi per le camere di servizio. Il piano terra è oggi occupato da una banca, ma nel periodo medievale probabilmente la casa era dotata di portici, come tutta la via Vittorio Emanuele.

22 – Torre dei Merlenghi
via Vittorio Emanuele 59/e
La Torre, prima che ai Merlenghi, tra il XIII e il XV secolo apparteneva alla famiglia Vignola. I documenti indicano che era compresa e incorporata tra la casa e il macello vecchio e che si ergeva sulla piazza del Borgo (odierna piazza Umberto I). Recentemente, durante un restauro, è emersa chiaramente la sua struttura. Nel 1313 è segnalata come uno dei quattro limiti della piazza del Borgo e dei quartieri cittadini. Nel 1830 venne demolita parecchio in altezza per abbassarla, ma poi le si aggiunse un piano per portarla al livello della casa adiacente.

23 – Palazzo Biglione
via S. Filippo 3-3b
Del complesso delle case delle famiglie Broglia e Gribaudenghi rimane oggi questo edificio molto rimaneggiato a pianta rettangolare. È costituito dall’unione di due case, avvenuto nel XV secolo. Questo si può dedurre dalla diversa tipologia delle cornici in cotto di finestre gotiche conservate al primo piano verso la via S. Filippo: semplici a sinistra, e più ornate le altre. Dagli archi del portone di ingresso e dalle finestre del 2°piano l’edificio si può datare a fine 1400. Al piano nobile le cornici sono decorate con losanghette a roselline e croci. L’interno è dotato di soffitti in legno. Vi è un ingresso anche da via Carlo Alberto: un portichetto con archi gotici a sesto acuto. Tracce di arco romanico si trovano sul muro del cortile.
Per Carreum Potentia, Stefania Allora, Ezio Caligaris, Giulio Civera e Vincenzo Tedesco