
Verso la metà del 1800 si annoverano nella nostra città alcuni asili e scuole elementari privati, avviati da benefattori chieresi (primo fra tutti il conte De Gubernatis, in seguito Giacomo Nel, Giovanni Demaria ed altri) per offrire alla popolazione povera l’occasione di studiare e di «accedere ad una migliore educazione morale e sociale».
La scuola più famosa è certamente l’istituto Sant’Anna, con insegnanti religiose fin quasi gli ultimi anni di attività, frequentato da una gran parte di bambini chieresi. Purtroppo, dopo più di 170 anni, essa ha chiuso i battenti ed è diventata sede della Fondazione “Asilo infantile Sant’Anna e scuole elementari”, attualmente occupata in affitto da un Micronido e dalla Daisy, una scuola elementare che utilizza il metodo finlandese.
L’istituto Sant’Anna era nato nel 1847 come “Associazione di Carità per gli Asili infantili”, promossa da un gruppo di benefattori che intendevano portare aiuto a bambini e ragazzi poveri. Situato «in concessione gratuita per un decennio a titolo di uso e usufrutto» a palazzo Mercadillo, allora di proprietà del conte De Gubernatis (uno dei fondatori), l’edificio nel 1400 era stato di proprietà della famiglia “de albergo” omonima, in seguito comprato dal Comune per farne sede stabile del Consiglio cittadino e poi venduto al conte. Nel corso degli anni ha poi subito ristrutturazioni e ampliamenti. Dapprima furono accolti solo bambini poveri in possesso delle fedi di battesimo e di povertà su dichiarazione dei parroci, e delle fedi di vaccino e di salute su dichiarazione dei medici e dei chirurghi dell’associazione. Vestivano berrettini di velluto turchino detti volgarmente calotti con un piccolo bottone rosso e venivano dati loro dei moccichini (fazzoletti da naso) per mantenere uno stato di igiene consono al luogo frequentato. Dal 1850 furono ammesse anche le fanciulle e l’Istituto cominciò a ospitare anche le elementari sotto il nome di “Asili infantili di Sant’Anna e scuole elementari di Chieri”, ottenendo l’approvazione regia.
Dal 1855 l’Associazione cominciò ad accogliere anche bambini paganti. Nello Statuto si legge, infatti, che «prima si deve dare posto ai bambini poveri, poi, se rimangono posti disponibili, anche ai bambini non poveri, che pagano una retta stabilita dal Consiglio di amministrazione. È vietata ogni diversità di trattamento». Comunque, i bambini erano divisi in due diverse sezioni: quella dei paganti e quella dei non paganti (ancora nel Novecento vecchi testimoni, oggi non più viventi, ricordano che erano sistemati in due piani diversi dell’edificio).
Sin dal 1848 era nato in seno all’Associazione di Carità anche il “Comitato delle signore visitatrici delle scuole infantili” (in gran parte mogli dei benefattori) «per vigilare con materna sollecitudine sull’asilo d’infanzia femminile e sulle scuole delle giovani». A turni di due, le signore visitavano regolarmente due o tre volte la settimana la scuola, per sorvegliare lo stato di salute e la condotta morale, controllare che la frequenza non subisse interruzioni e che le fanciulle fossero «decentemente vestite e pettinate». Chieresi che hanno frequentato l’istituto negli anni Cinquanta del Novecento ricordano ancora le loro visite: gli alunni, tutti sull’attenti, recitavano una poesia, le suore provvedevano ad acquistare fiori da donare alle signore in visita, le quali poi offrivano la merenda.
L’istituto dal 1871 fu dato in gestione alle suore di Sant’Anna, ordine istituito dalla marchesa di Barolo Colbert, e da esse prese il nome.
La scuola era dotata di una refezione scolastica facoltativa: i bimbi dell’asilo ricevevano la minestra, quelli delle elementari solo dal 1884. Tra i documenti conservati nell’Archivio dell’Associazione troviamo che, nell’anno scolastico 1888/89, tra gli alunni paganti ci furono parecchie femmine. Segnaliamo i nomi di alcune di loro: Bagnasacco Adelaide di Filippo, Bertotti Antonia di Alessio, Bosco Anna di Tommaso, Fantini Angela di Emilia, Gerbino Matilde di Giuseppe, Lattes Albina di Giuseppe, Masera Elisabetta di Antonio…
Quando cominciò a operare l’Associazione di Carità esistevano già scuole per l’infanzia, anche femminile. Nel 1833 era stato il conte Giovanni Vittorio Balbiano di Viale ad aprire una scuola per fanciulle povere tra i quattro e sette anni; era frequentata da 140 bambine che, oltre ad imparare il catechismo, la scrittura e la lettura, ricevevano ogni giorno un piatto di minestra gratis. E nel 1835 era stata aperta un’altra scuola per fanciulle povere tra gli otto e i vent’anni, che offriva istruzione religiosa e scolastica, con un corso di alfabetizzazione. L’idea era venuta a Luigi, canonico del Duomo e fratello del beato Giuseppe Cottolengo, su desiderio di una signora chierese, Caterina Clapié, sorella dell’esattore del sale. Il Beato aveva scritto a Luigi una lettera nel 1835, nella quale lo incoraggiava ad agire: il 6 ottobre dello stesso anno fu firmata la convenzione e la scuola iniziò subito, con due suore cottolenghine come insegnanti e direttore don Luigi stesso. Accolsero il primo giorno due fanciulle che, dopo la messa, furono accompagnate in classe alle 8.00. La scuola era detta delle zitelle, termine che a quel tempo indicava semplicemente “ragazzina”, “ragazza da marito”. Non si conosce il numero delle ragazze che frequentarono la scuola e il programma che seguivano; si sa, però, da due lettere, che la scuola era aperta nel 1838 e nel 1841, e che probabilmente continuò fino alla morte del Cottolengo.
Una scuola per le bambine era stata aperta anche presso la parrocchia di San Giorgio, finanziata dal canonico Giovanni Battista Tamagnone e ospitata nella casa dell’abate Botto, alla quale il 22 novembre 1849 il Consiglio Comunale assegnò un contributo in denaro, cosa che fece anche a beneficio dell’Associazione di Carità di Chieri per il suo Asilo. Il Canonico Tamagnone, poi tra i fondatori del Sant’Anna, nel 1850 fece approdare le sue alunne nel nuovo istituto.
Infine c’è da ricordare un’altra scuola per i bambini sia poveri sia ricchi di ambedue i sessi, dal 1845 gestita dalla signora Angelina Biroglio e dal suo consorte con l’approvazione del sindaco. La signora affermò che nella sua scuola ella si assumeva il compito di insegnare la religione cattolica, i primi elementi di lettura e di morale; con l’intento, inoltre, di tenere puliti i propri alunni e di «controllarli quando andavano a casa alle cinque di sera perché non rischiassero di avere incidenti nella pubblica via, dove passavano cavalli e vetture».
Per Carreum Potentia, Rosanna Perilongo
Fonti:
_ ACC, Ordinati Comunali, 22 novembre 1849.
_ I centocinquant’anni di Sant’Anna, in «Centotorri speciale», Chieri 1997.
_ Classi 3e sez. B-C-E Scuola media Quarini, Prima mignin, seconda gatin, la Scuola a Chieri nella prima metà del ’900, stampato in proprio nel 1997.
_ F. Ferrua, La scuola per le fanciulle povere, in Momenti di storia chierese dell’Ottocento, Chieri 2011.
_ R. Perilongo, Dal calamaio al tablet. La scuola a Chieri tra passato e presente: documenti, ricordi, testimonianze, Chieri 2022.
_ Archivio Sant’Anna.