
La centuriazione in Cisalpina fu condotta dai Romani al fine di ristrutturare e razionalizzare le campagne e lo sfruttamento agricolo di questa regione. Molto spesso questo processo terminava con la divisione e l’assegnazione di terre ai nuovi coloni: cosa che avvenne anche nel territorio chierese.
Nonostante la mancanza di testimonianze archeologiche attestanti la presenza romana nel territorio chierese prima dell’inoltrato I secolo a.C., è ragionevole pensare che il lavoro degli agrimensori nell’agro di Carreum iniziò negli ultimi decenni del II secolo a.C.[1].
Il territorio chierese è emblematico poiché presenta molteplici variabili morfologiche e idrografiche che spinsero ad adattamenti del piano di centuriazione a tali caratteristiche. Infatti, piccoli ma numerosi corsi d’acqua, un terreno non perfettamente pianeggiante, la collina su tutto il fronte nord occidentale e un brusco salto di quota a est crearono non pochi problemi al momento della lottizzazione.
Nel triangolo compreso tra Riva presso Chieri, Buttigliera d’Asti e Villanova d’Asti sono riconoscibili le tracce di almeno sei decumani[2] che si individuano abbastanza chiaramente; il decumano accertato più settentrionale è ancora oggi piuttosto regolare e si segue facilmente da San Giovanni di Riva fino all’incrocio con il cardo, costituito dal percorso carrabile che dalla regione Ranelli conduce a Buttigliera d’Asti, lungo quello che sembra essere sempre stato il confine orientale del territorio chierese verso l’astigiano. Il modulo della centuriazione, per quanto riguarda i decumani, sembra essere quello canonico di 20 actus[3] (710 m circa).
Il decumano più meridionale è riconoscibile forse in un piccolo tratto a ridosso della Cascina Coppo, dell’ansa del Banna a nord di Poirino, ma per avere tracce più sicure si deve andare più a nord, vicino la borgata Tamagnone, in corrispondenza della Madonna della
Rovere.
Per quanto riguarda i cardini, il discorso si fa più complesso. I cardini riconoscibili sono quello orientale, a est del quale scorre il torrente Banna, e quello ricalcato dall’odierna strada Fontaneto, importante per determinare un modulo. A ovest di strada Fontaneto sono ancora leggibili le tracce di possibili cardini; la distanza tra il cardine più orientale e la strada moderna è di poco superiore ai 9230 m, pari a 260 actus , misura che è compatibile con le centurie quadrate classiche da 200 actus, ma che permette di ipotizzare anche una maglia da 20×13 actus.
L’orientamento del cardo, come riportato da misurazioni recenti, su un tratto rettilineo di poco più di 1 km, è di 12° nord-est/ sud-ovest; di un grado divergente rispetto a quello individuato negli studi precedenti che vedeva lo stesso orientamento di Dertona, Forum Fulvii, Industria e Vardacate di 11° nord-est/ sud-ovest.
Oltre alle divisioni fatte dalle direttrici principali ci potevano essere divisioni interne alla centuria segnate dalla presenza di viae privatae; realizzate a cavallo tra due terreni confinanti avevano funzione di passaggio per accedere agli appezzamenti più interni, privi di affaccio sulla pubblica via[4]. Oltre al percorso viario interno, anche i rii e torrenti avevano il compito di delimitazione di divisioni interne dato che molto spesso gli agrimensori utilizzavano i corsi d’acqua a proprio vantaggio.
BIBLIOGRAFIA
Capogrossi Colognesi 1983
- Capogrossi Colognesi, Servitù di passaggio e organizzazione del territorio romano nella media e tarda età repubblicana, in Misurare la Terra, 1983.
Pantò 2010
- Pantò (a cura di), Archeologia a Chieri. Da Carreum Potentia al Comune bassomedievale, Chieri, 2010.
Vanetti 1985
- Vanetti, Dalla A21 alla via Fulvia. Ipotesi di recupero storico della centuriatio di Carreum Potentia, Chieri, 1985, pp. 108-110.
Vanetti 1987
- Vanetti, Studi e testimonianze della presenza romana nel territorio, in Museo archeologico di Chieri, 1987b, pp. 153-156.
Zaccaria Ruggiu 1995
- Zaccaria Ruggiu, Spazio privato e spazio pubblico nella città romana, Roma, 1995.
[1] Pantò 2010, pp. 11-22.
[2] Studi sulla centuriazione dell’agro di Carreum sono di Vanetti 1985; Vanetti 1987.
[3] Actus: insieme di unità di misure romane per definire superfici utilizzato soprattutto nell’ambito delle centuriazioni.
[4] Capogrossi Colognesi 1983; Zaccaria Ruggiu 1995.