Studi sulla pittura chierese del Quattrocento – 2ª parte

Guglielmetto Fantini, l’Incoronazione della Vergine, 1440-1450, Pecetto, chiesa di San Sebastiano, vela della volta del presbiterio.
Guglielmetto Fantini, Martirio di San Sebastiano, 1440-1450, Pecetto, chiesa di San Sebastiano, vela della volta del presbiterio.

I successivi sforzi degli storici dell’arte negli anni Novanta furono però rivolti quasi esclusivamente a Guglielmetto Fantini, la cui attività venne chiarita parallelamente da Giovanni Romano (nel 1994 e 1996) e da Lara Avezza (nel 1997), autrice di una bella tesi sul patrimonio pittorico quattrocentesco cittadino.

All’apertura del nuovo millennio, assistiamo poi ad una moltiplicazione degli studi anche su questo argomento. Nel 2003, ancora Giovanni Romano analizzò la documentazione relativa ad un importante dipinto, purtroppo andato perduto, realizzato da Giovanni Martino Spanzotti per la famiglia Tana e un tempo nella chiesa di Sant’Agostino, ora distrutta. Pochi anni dopo, nel 2006, il polo artistico chierese non venne tralasciato all’interno della mostra Corti e Città, tenutasi a Torino e vero punto d’arrivo degli studi sul contesto artistico delle Alpi occidentali nel XV secolo. Nello stesso anno, in occasione di una conferenza organizzata da Giovanni Donato per i 600 anni dall’avvio della costruzione della Collegiata, Chiara Zoia propose un approfondito studio sulle pitture della cappella Gallieri, ritenute ancora influenzate dall’arte lombarda, mentre Claudio Bertolotto diede notizia dei lavori di restauro che in quegli anni interessavano la chiesa. Nel primo decennio degli anni Duemila, infatti, si intrapresero svariati lavori mirati alla riscoperta e alla salvaguardia di molti cicli affrescati del Quattrocento chierese: in Collegiata [cappelle Tabussi e Gallieri], in San Domenico [cappella Villa], nel complesso di San Leonardo e in San Sebastiano a Pecetto. La maggior parte di questi restauri, vennero accompagnati da pubblicazioni in cui Claudio Bertolotto, allora funzionario di Soprintendenza, proponeva una rapida ma puntuale lettura storica e stilistica.

Non vanno però dimenticati anche gli importanti contributi di studiosi e appassionati, che, grazie alle loro ricerche d’archivio, sono riusciti a chiarire alcuni aspetti dell’arte chierese del Quattrocento. Tra questi spicca senz’altro la sorprendente identificazione dell’affresco mariano nel santuario dell’Annunziata con il pittore fiammingo Gillis Tavernir, resa nota da Elena Chiri Pignocchino nel 2008.

Risale infine a due anni fa l’ultimo autorevole contributo sulla pittura quattrocentesca a Chieri: il volume Quando i Cavalli avevano le mani, curato da Giovanni Donato e dedicato principalmente al superbo soffitto ligneo di metà Quattrocento di casa Ceppi (un tempo di Giovanardo Bertone), ma in cui è contenuta anche una sintesi di ciò che si conosce dell’arte chierese del XV secolo.

Tale capitolo della pittura piemontese, però, non smetterà di riservare sorprese, e alcune importanti novità verranno presto svelate in occasione della mostra sul pittore borgognone Antoine de Lonhy, attivo in Piemonte a partire dal 1462. Un’ottima anticipazione in vista della pubblicazione delle ricerche che chi scrive sta portando avanti da qualche tempo.

Per Carreum Potentia, Simone Bonicatto

Tratto dalla tesi di dottorato in Storia dell’Arte.

Bibliografia:

_ Arte del Quattrocento a Chieri. Per i restauri del Battistero, a cura di M. Di Macco e G. Romano, Torino 1988.

_ L. Avezza, Guglielmetto Fantini e la pittura del primo Quattrocento nel Chierese, Tesi di laurea in Storia dell’arte, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia, rel. M. Boskovits, a.a. 1992-1993.

_ L. Avezza, Appunti su Guglielmetto Fantini, in «Arte Cristiana», LXXXV, 778, gennaio-febbraio 1997, pp. 11-26.

_ F. Bartoli, Notizia delle pitture, sculture ed architetture, che ornano le chiese, e gli altri luoghi pubblici di tutte le più rinomate città d’Italia, e di non poche terre, castella, e ville d’alcuni rispettivi distretti opera di F. B. bolognese, accademico Clementino che contiene il Piemonte, il Monferrato e parte del Ducato di Milano, I, Venezia 1776.

_ C. Bertolotto, Documenti pittorici a Pecetto fra Quattrocento e Cinquecento. Gli affreschi della chiesa di San Sebastiano, in Archivio Storico del Comune di Pecetto Torinese, Torino 2005, pp. 37-66.

_ C. Bertolotto, Il patrimonio di dipinti, sculture e arredi del Duomo di Chieri. Cinquant’anni di restauri, in La collegiata di Santa Maria della Scala di Chieri. Un cantiere internazionale del Quattrocento, atti della giornata di studio “1405-2005, per i seicento anni del Duomo di Chieri” (Chieri, 11 marzo 2006), a cura di G. Donato, Torino 2007, pp. 13-22.

_ C. Bertolotto, La decorazione pittorica, in La Gallieri svelata. Nuova luce nella Cappella per il ciclo degli affreschi di San Giovanni Battista, a cura di C. Matta, S. Gallina, M. Varetto, Chieri 2009.

_ C. Bertolotto, I cicli affrescati e le pale d’altare, in La chiesa di San Sebastiano tra le Fiandre e le vie dei pellegrini, a cura di C. Benedetto, Savigliano 2014, pp. 13-18.

_ C. Bertolotto, L. Re, M. Varetto, G. V. Vinardi, Il restauro della cappella della Natività nel campanile della chiesa di San Domenico a Chieri, in Lo Stato dell’Arte 4, Atti del IV Congresso Nazionale IGIIC (Siena, 28-30 settembre 2006), Firenze 2006, pp. 303-310.

_ A. Bosio, Memorie storico-religiose e di belle arti del duomo e delle altre chiese di Chieri, Torino 1878.

_ A. M. Brizio, L’Annunciazione affrescata nel santuario della SS. Annunziata a Chieri, in «Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino», XLIII, 1941, pp. 83-86.

_ A. Cavallari Murat, Antologia monumentale di Chieri, Torino 1969.

_ E. Chiri Pignocchino, Affresco della SS. Annunziata nell’omonimo Santuario in Chieri (già antico Ospedale), in «Studi Piemontesi», XXXVII, 2, 2008, pp. 437-444.

_ Corti e Città. Arte del Quattrocento nelle Alpi Occidentali, catalogo della mostra (Torino, 7 febbraio-14 maggio 2006), a cura di E. Castelnuovo, E. Pagella, E. Rossetti Brezzi, Milano 2006.

_ G. Della Valle, Prefazione, in G. Vasari, Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti, X, Siena, 1793, pp. 5-17.

_ N. Gabrielli, Opere di maestri fiamminghi a Chieri nel Quattrocento, in «Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino», XXXVIII, 1936, 3-4, pp. 427-442.

_ N. Gabrielli, Gli affreschi del Battistero, in E. Olivero, L’architettura gotica del duomo di Chieri, Torino 1939, pp. 55-60.

_ C. Ghibaudi, Precoci testimonianze di cultura jaqueriana a Chieri, in Ricerche sulla pittura del Quattrocento, a cura di G. Romano, Torino 1985, pp. 43-54.

_ Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, catalogo della mostra (Torino, aprile-giugno 1979), a cura di E. Castelnuovo e G. Romano, Torino 1979.

_ L. Lanzi, Viaggio del 1793 pel Genovesato e il Piemontese. Pittori specialmente di questi due Stati e qualcosa de’ suoi musei [1793], a cura di G. C. Sciolla, Treviso 1984.

_ L. Lanzi, Storia Pittorica della Italia dell’Ab. Luigi Lanzi antiquario della R. Corte di Toscana, 3 voll., Bassano 1795-1796.

_ Quando i cavalli avevano le mani. Il soffitto quattrocentesco di Giovanardo Bertone a Chieri, a cura di G. Donato, Chieri 2018.

_ G. Romano, ad vocem Fantini, Guglielmetto, in Dizionario biografico degli italiani, XLIV, Roma 1994, pp. 643-644.

_ G. Romano, Da Giacomo Pitterio ad Antoine de Lonhy, in Primitivi piemontesi nei musei di Torino, a cura di Giovanni Romano, Torino 1996, pp. 111-209.

_ G. Romano, Una pala perduta di Martino Spanzotti nel labirinto delle fonti, in «Confronto», 2, 2003, pp. 65-77.

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