Queste prove servono a valutare le caratteristiche e a prevedere il comportamento all’uso del manufatto tessile sotto forma dei diversi articoli: per abbigliamento, arredamento, sanitari, tecnici per l’industria e lo sport ecc.
L’analisi della struttura d’intreccio del tessuto, consiste nel valutare le caratteristiche quali:
– il titolo,
– la torsione dei fili di ordito e di trama,
– l’armatura, il numeri di fili di ordito, di trama,
– di battute per centimetro lineare,
– il peso del tessuto per metro quadrato,
– lo spessore del manufatto ottenuto.

Qui di seguito le principali operazioni a cui vengono sottoposti i campioni di tessuto:
1. La composizione fibrosa si esegue singolarmente sui fili di ordito e di trama usando i metodi di analisi microscopica e chimica.
2. Le prove fisico-meccaniche consistono principalmente nel valutare la resistenza dei tessuti alla trazione, allo scoppio e all’abrasione. Queste prove vengono eseguite in sale condizionate a 20°C e 65% di umidità relativa, in quanto i risultati dipendono dallo stato igrometrico dei campioni.
2.a Per la prova di resistenza e allungamento dei tessuti sottoposti a trazione, si tagliano sia nel senso di ordito sia in quello di trama delle strisce, fissandole quindi a opportuni morsetti dei diversi dinamometri, i quali possono essere corredati di dispositivi scriventi per registrare le curve di carico-allungamento. I diversi dinamometri si differenziano, oltre che per la sensibilità e la possibilità di effettuare prove ripetute ( recuperi elastici continui o ritardati, resistenza alla fatica), anche per il fatto che in alcuni casi il carico è applicato con incremento costante, in altri casi è mantenuto costante l’incremento di allungamento dato dalla velocità costante della traversa che porta il morsetto mobile.
2.b La prova di scoppio si esegue con apparecchi che consistono essenzialmente in dispositivi atti a serrare sopra un foglio di gomma il campione di tessuto.
Al di sotto della gomma si crea un pressione idraulica e si legge su un manometro il valore massimo sopportato dal provino.
2.c La prova di abrasione presenta varie difficoltà dovute alla necessità di riprodurre in laboratorio le sollecitazioni di natura complessa, che si manifestano realmente nei molteplici usi degli articoli tessili. L’azione abrasiva è affidata perlopiù a carte e gomme smeriglio standardizzate o a spazzole di nylon, e si può esplicare in piano o sotto flessione (flesso-abrasione).
Sui corpi abrasivi bisogna provvedere all’eliminazione delle polveri, sfridi di filato (insieme di residui o cascami di lavorazione) e impurità di lavorazione. La resistenza all’abrasione del campione si valuta misurando entro un certo tempo la perdita in peso subita dal provino, oppure la sua resistenza residua.
Presso il Museo del Tessile di Chieri, ospitato nei locali dell’ex convento delle Clarisse Cappuccine, in seguito Opificio di tessitura Levi, è esposta una serie di strumenti e attrezzature d’epoca, funzionanti, atte alle funzioni sopracitate.

Curiosità
Altre prove decisive per l’impiego dei tessuti in determinati articoli sono quelle di porosità all’aria, di idrorepellenza e di impermeabilità; con trattamenti in bagni detergenti si determina la stabilità dimensionale dei tessuti, che nel lavaggio subiscono dei ritiri per effetto del rilassamento di tensioni applicate ai tessuti in fase di preparazione; per le fibre sintetiche a causa di insufficiente termofissaggio e per la lana a causa dei fenomeni di feltratura. Si misura allo stato condizionato la contrazione dell’area dei provini prima e dopo trattamento a umido con o senza sollecitazione meccanica (sfregamento o stropicciamento).
I tessuti subiscono azioni di degradazione per effetto della luce, delle intemperie e dei microrganismi e per ogni caso sono state fissate prove convenzionali standardizzate anche nel caso di prove comparative fra tessuto originale e tessuto sottoposto a trattamenti protettivi specifici o a particolari finiture. In particolare, la resistenza ai microrganismi si valuta per incubazione dei provini in colture batteriche coltivate in mezzi liquidi o solidi di particolari funghi o batteri.
Per Carreum Potentia, Franco Mazzone
Bibliografia: A. Brunetti, Ël contrameter, Tipografia Parona 1999.