
Quando il numero di licci necessario supera le possibilità di lavoro, in altre parole, l’armatura ha un rapporto tale che non è possibile realizzarla con i licci (massimo 24), si ricorre al meccanismo Jacquard.
Con questo, è possibile comandare un filo o un gruppo di fili, indipendentemente uno dall’altro, così si ottengono disegni di vasto rapporto. E’ necessario preparare lo schizzo del disegno, in bianco e nero o a colori, dallo schizzo si passa alla messa in carta quadrettata a rettangoli che danno la riduzione del tessuto, ovvero, come dovrà apparire il tessuto finito.
La lettura della messa in carta, permette di preparare i cartoni e le carte continue del Jacquard, che, opportunamente forate, danno la possibilità al telaio di far alzare solo quel filo, o gruppi di fili necessari per raggiungere lo scopo.
Questo sistema di lavorazione, al giorno d’oggi, viene utilizzato dalle manifatture artigianali, nel comparto della grande produzione il tutto, dal disegno al prodotto finito, viene elaborato dal personal computer, la messa in carta e stata sostituita dalla scheda di memoria..
Elenco qui di seguito alcuni tessuti operati di base: il liséré, il damasco d’estate, il lancé, il brocato, la polanese, il damasco per tappezzerie e il gobelin.
Ecco la descrizione:
Il liséré è il più semplice perché costituito da una catena (ordito) e una trama, il disegno appare per gli elementi di trama o di catena che assumono i contorni di un qualsiasi motivo.
Il damasco d’estate, dove si accoppiano due elementi di disegno, uno con effetto di trama su fondo tela e l’altro con effetto raso in catena.
Il lancè, costituito da trame supplementari che formano effetto sul fondo.
Il broccato, dove le trame supplementari del precedente sono limitate allo spazio occupato dal disegno.
La polanese, formata da due catene e due trame, adoperate per abbigliamento e arredamento.
Il damasco per tappezzerie, caratteristico per i grandi disegni che si possono ottenere.
Il gobelin, il cui nome è derivato dagli arazzi “ad alto liccio” e che oggi viene fabbricato meccanicamente con almeno quattro elementi: una catena di fondo, una di pelo, una trama di fondo e una di pelo.
Curiosità
Nastri. In origine i nastri erano tutti in seta e molti presentavano l’inserzione di fili d’oro e di argento; al giorno d’oggi si costruiscono nastri con tutte le fibre tessili sia naturali che artificiali.
Commercialmente i nastri si classificano in: nastri di moda, per abbigliamento, nastri per uso industriale, etichette, nastri per cappelli da uomo.
Dal punto di vista della produzione, vengono classificati in nastri rigidi e nastri elastici (con fili di gomma), dai primi telai a basso liccio dove si tesseva un solo nastro, si è passati al cosiddetto telaio alla barra (zurighese) con il quale è possibile fabbricare 20 o più nastri contemporaneamente, ma con intrecci di solo 2-4 licci, infine si è arrivati al telaio a tamburo, in questo tipo, la cassa battente presenta 20-30 settori, uno per ogni nastro, e si possono eseguire armature con un buon numero di licci.
Quando occorre eseguire intrecci operati o a disegno, il telaio stesso viene elaborato aggiungendo una ratiera a 26 o 32 licci oppure di un sistema Jacquard per il comando singolo dei fili di ordito. I moderni telai per nastri al posto della navetta, sono muniti di aghi a movimento lineare o circolare, mediante i quali, si introduce il filo di trama nella bocca di ordito, ottenendo una velocità molto superiore dei telai comuni.
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Per Carreum Potentia, Franco Mazzone
Bibliografia:
AA.VV., Armature e tessuti, EST Mondadori vol. XII – IV Edizione.
A. Brunetti, Ël Contrameter, Edizioni Parena 1990.