Torri, ciminiere e alberi d’acciaio, edifici che toccano il cielo!

Se immaginiamo di fare un volo a ritroso nel tempo, dico un volo vero e proprio magari sul dorso di un grande uccello (a questo proposito la letteratura fantastica offre molti esempi: in quanti film di avventura abbiamo potuto godere di scene scenograficamente eccellenti e favolose!) potremmo trovarci all’improvviso a sorvolare la nostra bella città nel periodo fiorente del Medioevo e vedere un numero elevato di torri che svettano maestose e imponenti verso il cielo: le torri delle più importanti famiglie chieresi!

Sappiamo che queste costruzioni, se in certe situazioni avessero avuto funzione di difesa, nella maggioranza dei casi sarebbero state costruite dalle famiglie facoltose per dare lustro al loro Casato! Esse erano considerate uno Status symbol.

Torniamo ai nostri giorni, ora di queste costruzioni non ne abbiamo più se non la torre Ferrero ancora presente ed elegante a testimoniare quel passato glorioso!

Bene, quasi a voler dare una certa continuità al bisogno di vedere nel nostro panorama edifici che svettano verso il cielo, Chieri si è arricchita di altri importanti, rappresentativi e simboleggianti elementi architettonici: le ciminiere!

A Chieri, le ciminiere rappresentano i simboli verticali di un illustre passato industriale legato essenzialmente alla tessitura, un’attività che è stata predominante nell’economia della nostra città fin dal XIV secolo e ha avuto il suo picco industriale tra l’Ottocento e il Novecento. Queste strutture, assieme ai campanili (anche di questi Chieri è ricca) compongono un suggestivo esempio di elevazione verso il cielo offrendoci uno spaccato architettonico che fonde presente e passato testimoniando la convivenza tra architettura storica e archeologia industriale.

Le ciminiere non erano solo scarichi per i fumi delle caldaie a vapore, ma come le Torri, veri e propri simboli di prestigio per le famiglie di imprenditori tessili. La ciminiera è presente là dove la fabbrica ha una certa dimensione e importanza e l’Industriale gode di un certo prestigio!

Oggi possiamo ancora ammirare in Chieri alcune ciminiere, esse non hanno più la funzione originale, ma continuano ad avere quel ruolo di testimonianza di un periodo fiorente per la nostra città.

Durante le frequenti passeggiate in Chieri, salendo verso il piazzale di fronte alla chiesa di San Giorgio, o camminando lungo i sentieri dell’immediata periferia dove si sale verso la collina raggiungendo punti di osservazione che ci permettono di avere una visione completa del panorama chierese, con un unico colpo d’occhio possiamo avere un quadro esauriente dei profili che si innalzano in verticale, ed è bello osservare l’alternanza di campanili e ciminiere che dialogano fra loro come a volerci raccontare la loro storia!

Vignetta allegorica. Maurizio Sicchiero, caduta ciminiera del Vajro, disegno.
Foto fungo dell’area Tabasso con ripetitori.
Una delle poche ciminiere rimaste a Chieri.
Torre d’acciaio con ripetitori.
Un ripetitore sui tetti.

Ciminiere storiche

  1. La cinquecentesca ciminiera dell’Imbiancheria del Vajro, uno dei complessi chieresi più significativi dell’attività di tintura dei tessuti, è stato un punto di riferimento visivo per secoli fino al parziale crollo causato dal maltempo avvenuto nel 2019 (vignetta 1).

  2. Area Tabasso probabilmente il sito di archeologia industriale più importante di Chieri. Ha chiuso la sua attività verso la fine del secolo scorso, la ciminiera accorciata fa compagnia all’imponente fungo che svetta ancora oggi in mezzo agli edifici soggetti ad una prossima ristrutturazione a seguito ad un progetto di riqualificazione dell’area (foto 2).

  3. La ciminiera dell’ex manifattura Vergnano in viale Fasano di cui si conserva anche la storica facciata (oggi sede di un supermercato).

  4. Un’altra ciminiera ancora visibile la troviamo dietro il dismesso mulino Fasano in via dei Mulini.

  5. La ciminiera delle antiche fornaci dell’ex area Serratrice in zona via Conte Rossi di Montelera, oggi mozzata per questioni di sicurezza, rappresenta la tradizione della terracotta legata al lavoro delle antiche fornaci assai numerose nei secoli scorsi.

Dunque, ciminiera come camino di sfogo dei fumi e come simbolo di prestigio e potenza economica!

Ora però, alla fine di questa chiacchierata, non possiamo non parlare del nascente fenomeno che in questi anni sta esplodendo in maniera fortemente impattante che cambia l’estetica e i profili verticali delle nostre città: la ciminiera in certi casi diventa supporto per i ripetitori delle compagnie telefoniche, già, i ripetitori! (foto 4) Li vediamo ormai spuntare ovunque: sulle cime delle colline, sui tetti delle case (foto 5), installati sulle ciminiere appunto, sui campanili o addirittura su enormi pali piantati come sequoie d’acciaio in mezzo a prati coltivati!

Sono belli? Sono brutti? Chissà! Certamente, finché non verranno trovate altre soluzioni, dovremo abituarci a convivere con questa nuova realtà…d’altronde chi di noi è disposto a rinunciare al cellulare?

Per Carreum Potentia, Maurizio Sicchiero.

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