
Poche settimane fa i chieresi hanno festeggiato il centocinquantenario della Chieri–Trofarello, linea ferroviaria inaugurata nel 1874, la quale ha rappresentato un’importante arteria per il trasporto di merci e persone tra Chieri, l’Astigiano, Torino e Genova. Prima dell’avvento della ferrovia, comunque, l’uomo del passato ha saputo costruire diverse grandi arterie (vedi le vie romane lastricate) che resistono ancora oggi all’incuria del tempo.
In generale, però, molte erano sterrate e pericolose; quella che da Chieri portava a Torino lo era in modo particolare: era purtroppo una vecchia strada sterrata, che passava, attraverso il valico detto La Sella, a Pino Torinese. Era difficile da percorrere sia a piedi che con i carri, ed era pericolosa perché si poteva essere preda dei banditi che uscivano dai boschi, in particolare nel tratto Centocroci (dove i viandanti lasciavano, passando, delle croci votive). La via Chieri-Torino partiva da Porta Vayro (oggi corso Torino) e, attraversato il Tepice, saliva verso la Montà Bianca fino alle Banchette. Dopo Pino scendeva per il Pian dei Boschi e quindi nella zona dell’Olmasso che portava a Mongreno raggiungendo infine Sassi. C’era anche un altro percorso: passando per il Bric delle Giaire si attraversava la Valle delle Reaglie o la strada di Cresta delle Fenestrelle per raggiungere la Madonna del Pilone.
Nel 1778 fu presentato il progetto di costruzione di una nuova strada sullo stesso percorso: i lavori furono molto lenti e si conclusero solo nel 1823 sotto il regno di Carlo Felice di Savoia.
Un’altra via di comunicazione, fatta costruire tra il 1835 e il 1838 dal banchiere Giuseppe Rayneri, che durante il periodo napoleonico aveva comprato l’Eremo dei Camaldolesi, è tuttora quella dell’Eremo che, partendo da Pino Torinese passa nel territorio di Pecetto congiungendosi con quella che da Chieri parte da viale Cappuccini, e scendendo a Torino verso la Gran Madre.
È del gennaio 1951 l’inizio dei lavori per la costruzione della strada del Traforo, aperta al traffico nel 1956. Infine, nel 1964 fu inaugurata la Strada Panoramica dei Colli che raggiunge Superga e scende a Sassi.
Tanti personaggi percorsero la via Chieri-Torino: agli inizi del Duecento san Francesco d’Assisi, nel 1494-1495 Carlo VIII re di Francia, nel 1584 San Luigi Gonzaga.
Dal 1835 iniziò a partire il trasporto pubblico con l’omnibus, trainato da cavalli, per un collegamento di tre volte la settimana; nel 1902 furono sperimentate delle vetture alimentate a vapore, in grado di ospitare 24 viaggiatori, ma il progetto non durò molto perché spesso per la salita i passeggeri dovevano scendere e spingere il mezzo.
A partire dal 1909, grazie al progresso tecnico in campo automobilistico, entrarono in esercizio le prime autocorriere della Garages Riuniti Fiat a 12 posti e, negli anni a seguire, gli automezzi di diverse ditte divennero sempre più grandi e i trasporti cominciarono a raggiungere i vari paesi del territorio circostante, come ad esempio Castelnuovo.
Nel novembre 1951 fu inaugurata la linea elettrica gestita dall’Autoindustriale del cav. Giovanni Vigo con la filovia (figg.1-2), che continuò il suo lavoro per 28 anni, attraversando anche il nostro centro città, in cui via Vittorio era a doppio senso e aveva anche i marciapiedi. La linea ha portato a Torino, oltre ai lavoratori, per molti anni migliaia di studenti chieresi. L’ultima corsa è del 20 dicembre 1979. Da allora ci serviamo degli autobus 30 del GTT.
Per Carreum Potentia, Rosanna Perilongo
Fonti: Zibaldone chierese. Fatti, luoghi e personaggi, vol1.