Fatti, luoghi e personaggi.
Ventitré Autori. Dimens., 17 x 24 cm. 376 pag. Ed. Associazione culturale “Giuseppe Avezzana”, 2014. Prezzo: € 18.
In copertina riproduzione dell’opera di Maurizio Sicchiero: “La Chieri che non c’è più”.
Avevo circa 10 anni quando, con gli amici del quartiere dove abitavo, ci si recava a costruire capanne nel nostro “parco giochi” sotto il ponte del Nuovo, (allora non c’erano ancora i palazzoni che ora si ergono appena dentro e fuori le mura che un tempo cingevano quella parte di Chieri.
Per raggiungere la zona dei nostri divertimenti dovevamo fiancheggiare per un certo tratto il convento di sant’Andrea. Questo tragitto l’abbiamo fatto spesso, spensieratamente e forse distrattamente finché un giorno, con stupore e curiosità, abbiamo notato un movimento insolito davanti all’edificio secolare: degli enormi mezzi meccanici si stavano accingendo ad eseguire un infausto compito distruttivo!
L’abbattimento di tutto l’edificio conventuale è sempre rimasto impresso nei miei ricordi!
Ho voluto raccontare questo episodio come premessa per descrivere ciò che mi ha spinto ad affrontare il tema di questo nuovo lavoro grafico-pittorico.
È da tempo che balenava in me l’idea di raccontare per immagini la Chieri che non c’è più e quando mi è stato chiesto di illustrare la copertina per il secondo volume dello Zibaldone Chierese non ho esitato a proporre questo tema: mi è sembrato uno sposalizio interessante!
Nella composizione, che richiama (come impostazione, tecnica, tonalità e veduta immaginata a volo d’uccello) la copertina eseguita per il primo volume dello Zibaldone, ho voluto inserire parte degli edifici, chiese e monumenti che non esistono più: la Chieri scomparsa appunto!
Inseriti all’interno delle mura che racchiudevano Chieri, legate con alcune Porte d’ingresso, ho ricostruito i seguenti edifici:
▪ Il convento e chiesa di san Francesco, costruiti sull’attuale piazza Dante sotto la quale si presume ne esistano i resti.
▪ Il già citato convento di sant’Andrea, con annessa l’omonima chiesa; il primo distrutto in epoca recente per costruire l’attuale scuola Mosso, ora non più operante in quella zona, la seconda abbattuta agli inizi del XIX secolo.
▪ Il portico del Podestà, che faceva la sua bella presenza in piazza Mazzini.
▪ Il Politeama, che si ergeva sulla collinetta verso Villa San Carlo, in un punto panoramico, che non sfigurava osservandolo da piazza Cavour integrato con la vista di san Bernardino.
■ La fontana itinerante (itinerante perché molti la ricordano piazzata in più punti e oggi ancora esistente in qualche magazzino).
■ Infine una torre a testimonianza delle molte torri presenti nei secoli scorsi.
Come già scritto sul volume precedente, questa composizione non pretende di descrivere fedelmente la fisionomia architettonica degli edifici (per alcuni non esistono documenti così precisi tali da renderne possibile la ricostruzione reale, per cui ho dovuto fare appello anche alla fantasia) e volutamente, per esigenze artistiche, non ho tenuto conto della loro posizione spaziale nel contesto d’insieme.
Quindi, per concludere, ricostruzione il più possibile realistica dei monumenti per renderli identificabili ma inseriti in una composizione artistica esteticamente gradevole.
Maurizio Sicchiero
