Chiesa e precettoria di San Leonardo


L’Ordine dei Cavalieri del Tempio nacque a Gerusalemme nel 1119 e ben presto i Templari si propagarono in Europa. In Piemonte abbiamo alcuni insediamenti dei Templari lungo il ramo della via Francigena, che congiungeva Chieri ed Asti.

 

tn_2010_s leonardo01 (Copia)La Chiesa di San Leonardo di Chieri è citata, per la prima volta, in una bolla papale del 1141, nel capitolo dei beni della Collegiata di Santa Maria della Scala e nel 1190 risultano possedimenti dei Templari a Chieri, ma non si sa con precisione quando l’Ordine si sia stabilito nella chiesa.

 

La primitiva chiesa romanica, della quale poco sappiamo, venne distrutta da un incendio nel 1285. Dopo la soppressione dell’Ordine (1309), la chiesa passò, come gli altri beni dei Templari, ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.

 

Nel 1410 il precettore dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Tommaso Ulitoto, iniziò la ricostruzione, dalle fondamenta, della chiesa e della precettoria. Forse alcune parti originarie vennero utilizzate nel rifacimento.

 

Cercando di ricostruire la struttura interna della chiesa, pesantemente rimaneggiata nei secoli, si perviene ad una navata centrale con volta a botte e due navate laterali con volta a crociera. Curiose sono le colonne, caratterizzate da mattoni sfalsati come quelli dei pinnacoli delle chiese, elemento inusuale negli altri edifici chieresi coevi.

 

Dopo la soppressione dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, che ereditarono tutti i beni dei gerosolimitani, un fabbro ferraio acquistò la proprietà della chiesa, con conseguenze facilmente immaginabili, causa la sua attività, per il ciclo di affreschi interni sulla “Vita di San Leonardo”. Sempre al carradore si deve l’abbattimento del campanile lungo la via Maestra.

 

Nel 1934 diventarono proprietari di tutto il complesso i Salesiani, che arrecarono gravi e ulteriori danni agli edifici, tra cui la trasformazione del presbiterio e la creazione del collegamento con l’oratorio, e la realizzazione di due locali di servizio nella parte terminale delle navate laterali della chiesa.

 

Da notare ancora i capitelli cubici, in mattoni non decorati, e le mensole aggettanti in pietra, testimonianza forse della primitiva chiesa romanica, così come la cosiddetta “porta” con architrave in pietra e ciottoli disposti a lisca di pesce. Non vi sono più tracce degli affreschi interni visti dallo storico Bosio alla fine del ‘800 e tutto il complesso necessita di un restauro per recuperare parte dell’antico splendore.

 

Tutto ciò che resta della precettoria è, invece, un piccolo locale al piano terra, con il bel fronte gotico in mattoni a vista su via Roma. Particolari sono le formelle in cotto a decorazione del portale, che riproducono la croce greca in alternanza alla croce di Malta, simboli dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.

 

Occorre segnalare l’importanza storica di questo edificio, che, dal momento che si conosce l’epoca della sua costruzione (1412), diventa un “reperto-guida” per datare altri edifici chieresi, vista la persistenza di alcuni elementi decorativi (quali il motivo floreale “a palmetta” attorno al rosone esterno).

 

All’interno si conservano pochissime tracce degli affreschi quattrocenteschi, raffiguranti presumibilmente la “Passione e Crocifissione di Cristo”: il locale fu infatti ceduto a privati, più volte rimaneggiato ed impropriamente utilizzato, fino a diventare parte integrante dell’Oratorio salesiano di San Luigi.